Sagra della Pasta a Fara San Martino il 17 e 18 Agosto 2013

 

Sabato 17 e Domenica 18 Agosto 2013 è in programma la XXIV edizione della Sagra della Pasta, presso Piazza IV Novembre a Fara San Martino, in provincia di Chieti.

L’evento è stato organizzato dalla Pro Loco di Fara San Martino, in collaborazione con i cuochi di Villa Santa Maria e il patrocinio del Comune.

Gli stand gastronomici saranno aperti al pubblico Sabato 17 alle ore 20.30 e Domenica 18 alle 12.30 e alle 20.30. Nelle due serate sono previsti concerti di musica popolare con Luis&Marcello e Carmine&Adina.

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Fara San Martino è un comune di circa 1.500 abitanti, situato a 440 metri sul livello del mare. Il borgo antico dista 46 km da Chieti, 60 km da Pescara, 119 km da Teramo e 138 km da L’Aquila.

 

Sagra degli Antichi Sapori a Ortona dall’ 11 al 16 Agosto 2013

Da Domenica 11 a Venerdì 16 Agosto 2013, tutte le sere dalle ore 19.30, si svolgerà la XIX edizione della Sagra degli Antichi Sapori, presso il rione Torrevecchia nel centro storico di Ortona (Chieti).

Protagonista indiscussa della sagra sarà l’antica cucina marinara ortonese, con prelibati piatti preparati a base di pesce dell’Adriatico: sagnette pesce e ceci, minestra di pesce con legumi e chitarrina con i pelosi. Non mancheranno gli squisiti dolci tipici locali e piatti a base di carne, come ciff’ e ciaffe e arrosticini.

Inoltre sono in programma una serie di attività storico culturali, come: combattimenti di cavalieri, sbandieratori, canti folkloristici e artisti di strada.

Per info: Tel. 085 90571, 085 9063841

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Ortona (fotogallery) è un comune con una popolazione di circa 24.000 persone, situato su un promontorio ad un’altitudine di 72 metri. Il centro storico dista 25 km da Pescara, 34 km da Chieti, 94 km da Teramo e a 132 km da L’Aquila.

 

Prima esposizione nazionale Stile Shabby Chic a Lanciano il 16 e 17 Novembre 2013

Sabato 16 e Domenica 17 Novembre 2013, si svolgerà la prima esposizione nazionale Stile Shabby Chic, presso l’Auditorium Diocleziano di Lanciano (Chieti).

La Mostra mercato dedicata interamente allo shabby chic è stata organizzata dall’associazione culturale Passione Shabby.  L’evento vedrà la partecipazione di numerose creative provenienti da tutta Italia. Si potranno ammirare lavori rigorosamente artigianali, tra cui:  oggetti di arredo, mobili, bijoux, lavori di cucito, inventiva tutta al femminile.

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L’Auditorium Diocleziano si trova in Piazza Plebiscito nel centro storico di Lanciano.

Lanciano (fotogallery) è uno dei principali comuni abruzzesi, nel quale risiedono circa 36.000 persone, che sorge ad un’altitudine di 275 metri sul livello del mare. Il centro storico è distante 50 km da Chieti, 53 km da Pescara, 109 km da Teramo, 147 km da L’Aquila.

 

Popoli

In Abruzzo, in provincia di Pescara, ad un’altitudine 254 metri si erge ai piedi del Monte Morrone il borgo di Popoli.

Che la sua area fosse abitata già in epoche remote è confermato dal ritrovamento, in particolare presso la località le Svolte di Popoli, di importanti reperti archeologici risalenti all’era del paleolitico inferiore, arco temporale che và dai 2,5 milioni ai 120.000 anni fa. Tra le varie cose sono stati rinvenuti strumenti litici di ogni tipo ed ossa di animali lavorate, testimonianza di come vi fossero assidue frequentazioni di cacciatori già nei periodi interglaciali.

Dal rinvenimento di altri rilevanti ritrovamenti archeologici in località San Callisto di Popoli si è potuto affermare che il territorio presentasse piccoli insediamenti abitativi nel neolitico, nell’eneolitico e nell’età del bronzo.

Nel periodo preromano l’area della cittadina era territorio della popolazione italica dei Peligni, che, verso il IV secolo a.C., vista la poderosa crescita dell’incalzante Impero Romano, fu costretta ad allearvisi, divenendo, con il processo della romanizzazione, a tutti gli effetti territorio romano intorno al I secolo a.C..

Con la conquista dell’Italia centrale e con l’insediamento delle prime colonie romane, quali Carsioli ed Alba Fucens, e con il conseguente prolungamento della strada Tiburtina Valeria, il territorio di Popoli divenne di fondamentale importanza perché costituiva, attraverso il passaggio delle Gole di Popoli, l’unico percorso che portava ad uno sbocco sul mare Adriatico. Questa sua posizione strategica le fece attribuire il soprannome di “Chiave dei Tre Abruzzi”, perché nel suo territorio era possibile bloccare o sbloccare le uniche  strade che permettevano la comunicazione tra i mari Adriatico e Tirreno attraverso le tre province abruzzesi.

Le origini di un primo villaggio nell’area dell’antica cittadina sembrerebbero essere molto antiche. Giulio Cesare, nel “De Bello Civili”, parla di un ponte sul fiume ubicato a circa tre chilometri di distanza da Corfinio, nel territorio di Popoli, cosa che ha fatto supporre che in quel tempo, intorno al 50 a.C., vi fosse un piccolo insediamento. Inoltre Plinio il Vecchio in un suo trattato parla di un Pagus Fabianus che la maggior parte degli studiosi oggi è concorde con l’identificare con l’area di Popoli, anche se da parte di altri si afferma che tale insediamento romano si possa riferire ad un villaggio sito nel territorio di Pettorano Sul Gizio. Singolare è il tema trattato nella citazione, dove lo scrittore romano racconta di un particolare stratagemma usato dagli abitanti del posto per preservare le piante dal gelo invernale, irrigandole.

Molte sono le teorie sull’etimologia del nome di Popoli. Secondo alcuni deriverebbe dall’abbondanza di pioppi, populus in latino, in tutta l’area. Da altri studiosi si è ipotizzato che il nome possa derivare da pauper, povero in lingua latina. L’unica fonte documentata che ci arriva in aiuto in questo senso è quella del Chronicon Casauriense, raccolta di cronache medievali sull’Abbazia di San Clemente a Casauria, che ne attesta, intorno all’XI secolo, l’esistenza con il nome di Castrum Pauperum.

Il suo castello, denominato Cantelmo, simbolo della città, venne costruito tra la fine del X e gli inizi dell’XI secolo, per volere di Teodolfo o Tidolfo, vescovo di Valva. Con il fenomeno dell’incastellamento pian piano Popoli andò assumendo la forma della sua attuale, che sarà definitiva solo dal XIII secolo.

Dal 1016, con il franco Gerardo Roccone, ha inizio la lunga serie di signori che governeranno sul feudo di Popoli, che vedrà poi subentrare al suo comando prima un personaggio di pessima fama, il Malmozzetto, e poi il normanno Guglielmo Tassone.

Verso la seconda metà del XIII secolo, Carlo D’Angiò, figlio del re di Francia Luigi VIII, concesse il feudo di Popoli alla famiglia nobiliare dei Cantelmo, che vi rimase al potere fino all’anno 1749. Per quasi 500 anni la storia di Popoli è stata quindi legata alle vicende della famiglia Cantelmo, con molti dei suoi esponenti che compirono delle feroci crudeltà.

Il feudo di Popoli passò in seguito nelle mani di Leonardo di Tocco, principe di Montemiletto, fino all’anno 1806 quando ci fu l’abolizione del feudalesimo.

Il 10 Ottobre del 1860 Vittorio Emanuele II fece la sua entrata trionfale a Popoli, dove vi soggiornò per due notti. Durante la Seconda Guerra Mondiale, invece, e precisamente nell’anno 1944 Popoli venne duramente e ripetutamente bombardata, riportando numerose perdite civili ed ingenti danni.

Ai nostri giorni Popoli è un conosciuto centro di stabilimenti termali per la presenza di molte acque sorgive sulfuree minerali e naturali.

Il paesino è ricco, inoltre, di monumenti ed edifici storici di considerevole interesse culturale. Tra gli edifici religiosi vanno segnalati: Chiesa della Santissima Trinità, della metà del XVI secolo, dotata di un pregiato campanile del ‘500, di un altare maggiore di Nicodemo Mancini, di numerose tele e di un affascinante oratorio; Chiesa di San Francesco, esistente già nella metà del XIV secolo, Chiesa si SS. Lorenzo e Biagio, del XVI secolo.

Tra i monumenti storici di natura civile e militare spicca il castello Cantelmo, edificato tra il X e l’XI secolo, del quale oggi rimangono solo degli affascinanti ruderi, e dal quale è possibile godere di uno splendido panorama. Tra i tanti suggestivi palazzi antichi presenti nella cittadina meravigliosa è la Taverna Ducale, del XII secolo, o Taverna Vecchia, piccolo gioiello di architettura medievale dalla facciata decorata da bassorilievi e stemmi, ed abbellita da una incantevole bifora

Il territorio della cittadina di Popoli offre anche la possibilità di effettuare una serie di affascinanti escursioni per la presenza di importanti luoghi di interesse naturalistico, come le Gole di Popoli, spettacolare canyon, e una riserva naturale denominata Riserva naturale guidata Sorgenti del Fiume Pescara.

Popoli è anche conosciuta per avere dato i natali all’ingegnere Corradino D’Ascanio, cui è stato dedicato un museo, famoso per aver progettato la “Vespa” Piaggio e per aver inventato il primo prototipo di elicottero moderno.

Come arrivare a Popoli

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada Adriatica A 14 e, una volta giunti in Abruzzo, in prossimità di Pescara imboccare l’autostrada A 25 in direzione di Roma. Uscire al casello Bussi/Popoli ed imboccare la SS 5 Tiburtina in direzione di Popoli

Da Pescara: prendere l’autostrada A 25 in direzione di Roma, uscire al casello Bussi/Popoli ed imboccare la SS 5 Tiburtina in direzione di Popoli

 

 

Passeggiata Wild con Aquile e Lupi a Rocca Calascio il 22 Settembre 2013

Domenica 22 Settembre 2013, alle ore 10.30, è in programma la terza passeggiata Wild con Aquile e Lupi nella splendida Rocca Calascio (L’Aquila).

I partecipanti saranno scortati tra le mura dell’antica fortezza da: aquila rapax, falco gyr pell, falco gyr sacro, falco sacro, falco lanario, astore, barbagianni, poiane di harris, gufo reale africano e lupi cecoslovacchi. La giovane e sapiente guida Giovanni “Falco” Granati esporrà in maniera dettagliata l’evolversi della falconeria nel tempo, fornendo anche dettagliate informazioni sulle specie animali autoctone della Regione Abruzzo.

Il costo dell’escursione è di 15 euro per gli adulti e 12 euro per i ragazzi al di sotto dei 12 anni.

Per info e prenotazioni rivolgersi a Giovanni “Falco” Granati:
Tel. 348 5345364, E-mail granati83@yahoo.it

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Rocca Calascio (guarda la nostra fotogallery) è una delle rocche più belle ed elevate in Italia,situata a 1.460 metri sul livello del mare. La suggestiva fortificazione dista 42 km da L’Aquila, 72 km da Chieti, 78 km da Teramo e 84 km da Pescara.

 

Partecipa al documentario “Hands”: invia il tuo video entro il 30 Settembre 2013

Fino al 30 Settembre 2013 sarà possibile partecipare al documentario Hands, realizzato dallo Studio Kairòs di Parma.

“Hands” è il primo social movie italiano interamente dedicato alle mani, realizzato dal regista teramano Daniele Di Domenico, in collaborazione con Caterina Brizzolara.

Per partecipare è necessario munirsi di fotocamera, videocamera o telefonino e riprendere ciò che si riesce a realizzare con le mani: giocare, lavorare, cucinare, suonare, disegnare, lasciando libero spazio a tutta la vostra fantasia. Sarà necessario filmare la realtà che vi circonda, tenendo ben presente che saranno le mani ad essere le vere protagoniste della vostra storia.

Ogni video deve avere durata massima di 2 minuti ed ogni partecipante potrà inviare più video.

Per ulteriori informazioni su come inviare il video: clicca

Sito del documentario Hands:
Potete vedere tutti i vostri video sul canale

 

Parco attrezzato delle sorgenti sulfuree del fiume Lavino

 

Il Parco attrezzato delle sorgenti sulfuree del fiume Lavino dal 1987 è un’area naturale protetta d’Abruzzo, ed è situato vicino Scafa, in provincia di Pescara. Il parco prende il nome dal fiume Lavino, le cui acque sulfuree sono di un meraviglioso colore tra l’azzurro ed il turchese. Il fiume Lavino nasce dal Vallone di Santo Spirito, settore settentrionale del massiccio montuoso della Maiella e, dopo aver passato Scafa, si và a gettare nelle acque del fiume Pescara.

Il parco, che si estende su un’area di 40 ettari, è ricco di macchie spontanee e di molteplici specie faunistiche, tra le quali, possono essere ricordate li salice bianco, il pioppo nero, il giunco, la roverella, la tifa, il biancospino, la robinia , la ginestra, e la coronilla. Sono presenti anche molte specie faunistiche. Tra le altre, meritano menzione specie come la ballerina gialla, l’usignolo di fiume, il martin pescatore, la gallinella d’acqua, la faina, il tasso, la donnola e la volpe.

Foto Parco delle sorgenti sulfuree del fiume Lavino

Degno di nota è anche un mulino seicentesco, il mulino Farnese, che è possibile ammirare facendo una passeggiata lungo il fiume Lavino.

Al parco del fiume Lavino si accede tramite un viottolo di un centinaio di metri, percorribile con facilità, che prende avvio dalla strada provinciale che da Scafa conduce alla frazione di Decontra. L’area è priva di recinzione, è quindi possibile accedervi in qualsiasi orario.

Come arrivare al parco del fiume Lavino

Dal Nord e dal Sud Italia: dall’autostrada Adriatica A14, con direzione Bologna se si viene dal Sud o Bari se si arriva dal Nord, in prossimità di Pescara imboccare l’autostrada A 25, Pescara – Roma, con direzione Roma. Uscire a Alanno/Scafa, poi prendere la SS 5 Tiburtina con direzione Scafa. Nei pressi di Scafa seguire l’indicazione della località di Decontra

Da Pescara: Prendere la SS 16 in direzione Chieti, continuare sull’autostrada A 25, uscire a Scafa/Alanno, continuare sulla SS 5 Tiburtina seguendo, prima, l’indicazione Scafa, e ,poi,  l’indicazione della frazione di Decontra

 

Pacentro

 

Pacentro è un comune delle provincia de L’Aquila, in Abruzzo. Molte sono le versioni riguardo l’origine del suo nome: Pacinus, Pacinos, Pacine, Pacino. La leggenda vuole che Pacentro sia stata fondata da Pacinus, eroe troiano, che dal Tevere sarebbe arrivato fino ai piedi del monte Morrone, dove avrebbe deciso di fondarci la città. La notizia certa è che Pacentro fu nominata per la prima volta in un documento dell’VIII secolo, quando venne donata al monastero di San Vincenzo al Volturno da parte di Lupo ed Ildebrando, duchi di Spoleto. La costruzione del suo splendido castello ebbe inizio tra il X e l’XI secolo, quando tutto il territorio cominciò ad avere incursioni da parte dei Saraceni e dei Normanni. Ed intorno al castello nascerà, nel tempo,  il vero e proprio borgo.  Dal “Catalogo dei Baroni” del Regno di Napoli,  datato 1170, risulta che Pacentro fosse abitata da 48 famiglie. Ed è proprio a causa della lotta per il potere sul Regno di Napoli tra Angioini ed Aragonesi  che il borgo si troverà , tra il XIII ed il XV secolo, al centro di violente lotte. In questo periodo, detto periodo Caldoresco perché Pacentro era governata dalla famiglia Caldora, il borgo vivrà un periodo di grande benessere. Con la sconfitta degli Angiolini del 1464, sostenuta dalla famigli Caldora, Antonio Caldora vedrà sottrarsi l’intero suo territorio, ed il feudo cadrà nelle mani della famiglia Orsini. Dall’inizio del XVII secolo Pacentro passerà prima al Capitano Antonio Domenico De Sanctis e poi alla famiglia Colonna. Con l’Unità d’Italia tutta la zona sarà fortemente colpita dal fenomeno del brigantaggio.

Sorta sulle pendici del monte Morrone ed all’ingresso della Valle Peligna, e facente parte del Parco Nazionale della Majella, Pacentro è entrata a far parte, con pieno diritto, nel Club dei Borghi più belli d’Italia. Molti sono i monumenti ed i luoghi di interesse dell’antico borgo. Il più maestoso, fra tutti, è il castello Cantelmo o Castello Caldora. La sua costruzione si fa risalire tra l’XI ed il XIII secolo, ma l’unico dato certo è che è stato ristrutturato tra il XIV ed il XV secolo. Il castello Caldora è formato da tre torri quadrate circondate da un grande fossato e faceva parte, con i  castelli di Pettorano, Anversa, Bugnara, Introdacqua,  Popoli e Roccacasale , del complesso difensivo della Valle Peligna. Tra i monumenti religiosi  spiccano per importanza la Chiesa di Santa Maria Maggiore o della Misericordia, la Chiesa di San Marcello, dell’XI secolo, e il Convento francescano dei Minori Osservanti, del XVI secolo. Nel borgo si trovano anche degli splendidi palazzi signorili, come il seicentesco Palazzo Tonno, il Palazzo La Rocca, il Palazzo Avolio,  il Palazzo Massa e il Palazzo Granata. Assolutamente da menzionare è anche la grotta di Colle Nusca,  situata non lontano dal borgo, ricca di graffiti risalenti all’età della pietra.

Tra le tradizioni e le feste popolari dello splendido borgo di Pacentro bisogna segnalare la gara podistica in onore della Madonna di Loreto, chiamata “Corsa degli Zingari”. La suggestiva competizione si tiene a piedi nudi, e si svolge, da tempi molto lontani, ogni prima Domenica di Settembre.

Come arrivare a Pacentro

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada Adriatica A14, con direzione Bologna, se si proviene dal Sud, o Bari, se si proviene dal Nord. Giunti in Abruzzo, nei pressi di Pescara imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma. Uscire a Bussi/Popoli, seguire prima l’indicazione per L’Aquila sulla strada statale 17, per poi proseguire sulla strada provinciale 13 con direzione Sulmona. Seguire, poi, l’indicazione Pacentro

Da Pescara: imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma. Uscire a Bussi/Popoli, seguire prima l’indicazione per L’Aquila sulla strada statale 17, per poi proseguire sulla strada provinciale 13 con direzione Sulmona. Seguire, poi, l’indicazione Pacentro

 

Oratorio di San Pellegrino – Bominaco

Meraviglioso esempio di arte romanica, che con la chiesa di Santa Maria Assunta faceva parte dell’antico monastero di Mamenaco, l’Oratorio di San Pellegrino venne edificato intorno all’anno 1263 per opera dell’abate Teodino. La chiesa fu dedicata a San Pellegrino martire, monaco Cristiano che, intorno al IV secolo, venne dalla Siria in queste zone dove trovò la morte. L’oratorio nacque in luogo di un ancora più antico edificio venuto alla luce per volere di Carlo Magno o di Carlo il Calvo, come si evincerebbe da una scrittura incisa nell’interno dell’edificio.

L’esterno della chiesa si presenta come molto semplice ed armonioso, quasi grezzo, movimentato solo dalla presenza di due rosoni, il primo posto sulla sua facciata frontale ed il secondo su quella posteriore. In un secondo momento la parte anteriore è stata arricchita della presenza di un porticato.

L’interno è costituito da un piccolo ambiente unico coperto da volte a cielo di carrozza. Le pareti e le volte sono interamente coperte da magnifici affreschi risalenti al XIII secolo. I dipinti dell’Oratorio di San Pellegrino rappresentano la più grande testimonianza di pittura medioevale abruzzese. Raffigurano scene di storia sacra, quali, ad esempio, l’Annunciazione, l’infanzia di Cristo, la Passione ed il Giudizio Finale. In una raffigurazione viene ritratta anche la vita di San Pellegrino. Sono presenti anche una rappresentazione di San Francesco senza stimmate ed un’altra del Calendario Monastico, con i giorni del mese e le relative informazioni liturgiche, le fasi lunari, i segni zodiacali.

L’Oratorio di San Pellegrino risulta generalmente chiuso. Tuttavia è possibile visitarlo chiamando il comune di Caporciano, allo 0862/93731, che provvederà a mandarvi i  custodi in brevissimo tempo.

Bominaco

Bominaco è un piccolo borgo medioevale, frazione del comune di Caporciano, situato in provincia de L’Aquila, Abruzzo. La sua posizione predominante rispetto alla piana di Navelli gli permetteva di monitorarne una vasta porzione di  territorio. Anticamente Bominaco fu parte integrante di un vasto complesso monastico costruito ad opera dei monaci benedettini. Non è semplice avere una ricostruzione storica del monastero poiché, nel tempo, sono andati perduti tutti i suoi più importanti documenti, compreso l’importantissimo Registrum Actorum et Scripturarum S. Mariae de Bominaco. In alcuni scritti del Chronicon Farfense risalenti all’XI secolo, i primi, disponibili, che danno testimonianza della sua esistenza, il borgo veniva chiamato con il nome di Mamenacus. Dagli stessi scritti si apprende che il complesso monastico appartenne all’abbazia di Farfa fino alla fine del l’XI secolo, allorquando, dopo la conquista normanna, passò in dono a Giovanni, vescovo di Valva. Questo passaggio di mano vide lungamente come oppositori gli stessi monaci benedettini, che si sottomisero definitivamente al vescovo di Valva soltanto nel 1342.  Dopo un periodo di annessione alla diocesi de L’Aquila, nel 1423 il borgo venne saccheggiato e duramente danneggiato da Braccio da Montone, durante la guerra tra Angioini ed Aragonesi.

Nonostante le molte dispute e le lotte che nel tempo si sono susseguite per il predominio su Bominaco,  fortunatamente alcuni dei suoi tesori sono riusciti ad arrivare fino ai nostri giorni. Tra tutti, vanno ricordati la Chiesa di Santa Maria Assunta, l’Oratorio San Pellegrino ed il suo castello, il castello di Bominaco.

Come raggiungere Bominaco

Dal Nord Italia: prendere l’autostrada A14 in direzione di Bari, arrivati in Abruzzo uscire al casello Teramo/Giulianova/Mosciano Sant’Angelo. Prendere, poi, l’autostrada A25 con direzione L’Aquila. Una volta uscito a L’Aquila est, imboccare la strada statale 17 (SS17) con direzione Pescara. Prendere lo svincolo per Caporciano sulla strada provinciale 40 (SP40). Seguire, poi, le indicazioni per la frazione di Bominaco

Dal Sud Italia: prendere l’autostrada A14 con direzione Bologna, arrivati in Abruzzo, presso Pescara, imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma. Uscire al casello Bussi/Popoli, seguire la direzione L’Aquila prendendo la strada statale 17 (SS17) fino alla svincolo per Caporciano sulla strada provinciale 40 (SP40). Seguire, poi, le indicazioni per la frazione di Bominaco

Da Pescara: imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma. Uscire al casello Bussi/Popoli, seguire la direzione L’Aquila prendendo la strada statale 17 (SS17) fino alla svincolo per Caporciano sulla strada provinciale 40 (SP40). Seguire, poi, le indicazioni per la frazione di Bominaco

 

Notte Bianca a Vasto il 20 Luglio 2013

 

Sabato 20 Luglio 2013 è in programma la IV edizione della Notte Bianca a Vasto, in provincia di Chieti.

Dalla sera fino alle prime luci dell’alba, tutti i negozi e le botteghe rimarranno con le serrande alzate. I Musei ed i Girardini d’Avalos rimarranno aperti fino alle ore 2.00. L’ospite d’onore della serata sarà il comico Giobbe Covatta.

Inoltre per le vie del centro storico si potrà assistere a spettacoli con musica dal vivo e degustare piatti della cucina marinara locale. In caso di pioggia l’evento si terrà il 21 Luglio.

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Vasto è un comune di circa 40.000 abitanti, fondata in epoca preromana. Il centro è distante da Chieti 78 km, da Pescara 81 km , da Teramo 137 km, da L’Aquila 175 km.