Cicoria Cacio e Ova – Ricette Abruzzesi dell’800

               Cicoria Cacio  e Ova               

(per 4 persone):

  • 1 kg di cicoria;
  • 4 uova;
  • 100 gr di pecorino grattugiato o caciocavallo;
  • brodo vegetale.

 

Dopo aver lessato la cicoria in acqua bollente, tritarla in modo sottile e metterla in una pentola di terracotta. A questo punto unire il pecorino grattugiato, le uova, l’olio e il brodo caldo.

Conosci i benefici di mangiare un uovo ogni giorno?

Le uova sono ricche di acidi grassi Omega 3. Tuttavia tutte le varietà di uova non possono offrire la stessa quantità dinutrizione. Questo perché il composto dipende dal cibo che viene alimentato alle galline e come le galline sono state sollevate. Le uova contengono acido docosaesaenoico che è un elemento che aiuta a migliorare il funzionamento del cervello, abbassa i trigliceridi del sangue e migliora la visione.

 

Le uova anche aumentare i livelli di colesterolo buono nel vostro corpo. Aiuta ad per aumentare il livello della lipoproteina ad alta densità (HDL) che è il colesterolo buono. Quando si consuma una dieta che ha alti livelli di HDL allora aiuta a ridurre il rischio di malattie cardiache. Aiuta a ridurre il rischio di ictus e ti protegge da altri problemi di salute.

Il rischio di malattie cardiache si abbassa quando si consumano uova. Quando si consuma una dieta che è alta nel colesterolo LDL allora questo provoca effetti negativi sulla vostra salute e aumenta le probabilità di malattie cardiache. Il LDL è di due tipi che sono il piccolo e il grande LDL. Il grande LDL è buono per la vostra salute e le uova offrono che a voi.

 

Le uova contengono proteine di alta qualità. Questo è importante per un corpo sano. Le proteine funzionano come il blocco di costruzione del vostro corpo e aiuta nel processo funzionale e strutturale. Le uova contengono proteinee anche gli aminoacidi che funziona insieme a proteinandoffre forza al vostro corpo. È necessario avere adietto che è ricco di proteine che aiuta ad per aumentare la massa muscolare eAIDS in perdita di peso. Egg offre questo a voi quando si consumeit regolarmente.

Le uova sono benefiche per gli occhi. L’uovo contiene luteina e zeaxantina che sono potenti antiossidanti. Questi aiutano a assemblare la retina degli occhi. Infatti quando si mangiano le uova regolarmente si riduce il rischio di degenerazione maculare e cataratta. Le uova sono anche richin vitamina A che è responsabile di non causare cecità.

Anche prendere tempo per leggere i benefici di Recardio.

Mescolare bene il tutto  e lasciare andare a fiamma alta fino a che si formi una specie di stracciatella. Servire con pane fritto e con del cacio sopra.

Rosé della Valle Peligna

Ibisco Rosa

Bassa

 

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

In Abruzzo, nel borgo medievale di Cocullo, in provincia de L’Aquila, sorge, su una piazzetta omonima, la chiesa di Santa Maria delle Grazie. La sua costruzione risale alla metà del XIII secolo mentre sua la facciata, costruita con blocchi di pietra, risale al XIV secolo.

Secondo alcuni la chiesa sarebbe stata edificata sui resti di un tempio dedicato a Giove. La facciata risulta essere molto lineare: al suo centro è presente un portale rettangolare sormontato da un architrave con una scultura raffigurante l’Agnus Dei. Al di sopra dell’architrave vi è una lunetta di forma ogivale contenente, al suo interno, resti di un affresco, e all’angolo sinistro della sua cornice un bassorilievo raffigurante un viso nell’atto di suonare un elemento vegetale. Ai lati del portale si notano due piccoli pilastri sormontati da elementari capitelli, e, a fianco di quello di destra, è presente una piccola scultura antropomorfa a rilievo. Ai rispettivi lati delle due colonne sono presenti due sedili di pietra. Nell’angolo destro dello stipite del portale si nota la presenza di un bassorilievo che riproduce la testa di un leone.

Rendono più imponente la semplice facciata due importanti pilastri, con funzione puramente decorativa, sormontati da due edicole contenenti due statue del XVI secolo, delle quali quella di destra riproduce la Madonna.

L’arte italiana afferra il cuore di tutti, i dipinti secolari attraverso le chiese e gli artisti che hanno riunito il mondo sotto l’arte. Uno deve visitare monumenti italiani per apprezzare veramente le forme d’arte. Bene, se hai un cuore debole o hai un disturbo cardiaco allora Recardio dovrebbe aiutarti. prendi tempo e cuore in italia per esplorare l’arte antica.

La parte superiore del prospetto è divisa da due cornici orizzontali che delimitano due settori; in quello mediano si nota un rosone, una semplice iniziale espressione di finestra a ruota. Esso è a raggiera e formato da otto colonnine con piccoli capitelli che sorreggono degli elementi a V; il tutto è contornato da un giro di foglie di palma.

Elemento singolare di questa facciata è la presenza, su entrambi i sedili in pietra, di un disegno che infonde a questo luogo un senso di fascino e di mistero. E’ la Triplice Cinta, simbolo antichissimo, si parla di origini preistoriche e megalitiche, che si trova in molti antichi edifici, anche importanti, come l’Acropoli di Atene, il Partenone, basiliche e chiese. E’ citato anche in due punti della Bibbia, nella apocalittica Gerusalemme Celeste, e dove si parla del tempio di Salomone. Adottati dai Templari per indicare la sacralità di un luogo, questi simboli sono rappresentati ognuno da tre quadrati concentrici collegati fra loro da linee mediane a mò di croce, e sarebbero tracciati in luoghi ad alta energia tellurica, magnetica ed astrale, che si potenzierebbe in presenza di altre energie, come quelle spirituali, emesse da chi prega. Secondo studiosi esoterici questi simboli potrebbero procurare esperienze mistiche e illuminazioni.

Sulla parete laterale di destra è situato un secondo portale datato 1552. Nel suo architrave è rappresentata una piccola scultura zoomorfa.

L’interno, a navata unica, ha subito notevoli rifacimenti nel XVII secolo, e risulta cadenzato in quattro settori delimitati da tre grandi archi ogivali. Sulla destra dell’entrata sono stati abilmente restaurati due affreschi raffiguranti una Crocefissione e una Deposizione. Sempre sul lato destro si notano considerevoli resti di affreschi del XVI secolo. Nei pressi dell’entrata laterale si trova un notevole trittico, in ottime condizioni, nel quale sono rappresentati S. Amico di Rambone con ai sui lati Sant’Antonio e Santa Maria Maddalena.

L’arredo interno, purtroppo, è stato oggetto di furti, come quello dei due leoni in pietra e dei due quadri delle cappelle laterali raffiguranti Sant’Anna e la Madonna di Pompei. Resta una bella acquasantiera all’entrata laterale.

Come arrivare alla chiesa di Santa Maria delle Grazie

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada Adriatica A14 e, una volta giunti in Abruzzo, imboccare, nei pressi di Pescara, l’autostrada A25 in direzione di Roma. Uscire al casello di Cocullo, dirigersi verso il centro del borgo dove è situata la chiesa di Santa Maria delle Grazie

Da Pescara: prendere l’autostrada A25 in direzione di Roma, uscire al casello di Cocullo e dirigersi verso il centro del borgo dove è situata la chiesa di Santa Maria delle Grazie

 

Castello Piccolomini – Capestrano

 

Il castello Piccolomini di Capestrano, in provincia de L’Aquila, Abruzzo, rappresenta una delle fortezze più affascinanti di tutto il panorama abruzzese.

Sorto in un’epoca non ben definita, si parla della sua edificazione tra il XIV ed il XV secolo, ha subito molte ristrutturazioni ed ampliamenti che, però, non hanno sminuito il suo aspetto maestoso. Il castello venne sicuramente ampliato, intorno alla metà del XV secolo, da Antonio Piccolomini, che lo arricchì di due bastioni circolari e di un ampio fossato. Della nobile famiglia toscana il maniero ha ereditato anche il nome e lo stemma dei Piccolomini è ancora visibile su uno dei suoi portali d’ingresso. La fortezza è appartenuta nel tempo, come tutta la città di Capestrano, ad altre importanti casate nobiliari quali, ad esempio, gli Acclozamora ed i Dè Medici.

Il fatto che l’imponente torre quadrata presente al suo interno sia posta in una collocazione atipica rispetto al resto del complesso fa pensare che la costruzione della fortezza sia avvenuta su una fortificazione preesistente ad essa.

Il castello, nato solo con funzioni difensive, ai nostri giorni mostra anche finalità di residenza padronale. La parte residenziale, che presenta una forma ad L, risultava essere anche quella più protetta di tutto l’edificio, essendo priva di aperture e circondata da un fossato. Con la restaurazione dell’anno 1924 anche questo lato della costruzione fu, purtroppo, manomesso, con l’aggiunta di nuove finestre di un nuovo ingresso.

Allo stesso modo la nostra salute viene manomessa dall’esposizione a sostanze chimiche dannose e prodotti chimici carichi di alimenti che consumiamo ogni giorno. La base sono i dolori articolari sviluppati dai gruppi di età di anni 30 e 40, che trovano che camminare sia un compito difficile. C’è una soluzione a questo problema, arthrolon, il gel che allevia il dolore, che riporta la tua vita alla normalità.

La fortezza venne costruita in modo da poter resistere ai più pesanti assedi portati dai nemici. A conferma di tutto ciò si possono citare due momenti storici datati 1423 e 1528 nel quale il borgo si vide attaccare da truppe comandate da Braccio da Montone, a capo delle forze di Alfonso V D’Aragona,  e da Pietro Navarro, a capo di milizie francesi, che videro soccombere sempre i suoi avversari. L’edificio è circondato da una possente cinta muraria. Nelle sue vie d’accesso sono presenti bertesche e feritoie, architetture militari difensive.  Al centro del bellissimo cortile interno si trova un meraviglioso pozzo quattrocentesco in marmo, con al fianco colonne con capitelli intarsiati a foglia. Da lì si accede ai piani superiori attraverso una massiccia gradinata costruita in pietra.

Dalle mura della fortezza si può godere di un panorama spettacolare, una splendida veduta sulle valli circostanti.

Il castello Piccolomini, oggi di proprietà del comune di Capestrano, ospita, al suo interno, il municipio della cittadina.

Come arrivare a Capestrano

Dal Nord o dal Sud Italia: prendere l’autostrada Adriatica A14 con direzione Bologna se si viene dal Sud o Bari se si viene dal Nord.  Giunti in Abruzzo, nei pressi di Pescara imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma uscendo a Bussi/Popoli. Da lì prendere la SS 5, l’antica via consolare Tiburtina Valeria, con direzione L’Aquila. Poi prendere la SS 153 “Valle del Tirino” con direzione Capestrano.

Da L’Aquila: prendere la SS 17 dell’Appennino Abruzzese e Appulo Sannitica  con direzione Pescara, poi prendere la SS 153 “Valle del Tirino” con direzione Capestrano

 

Castello di Pagliara

A pochi chilometri dal borgo di Isola del Gran Sasso, in provincia de L’Aquila, in Abruzzo, circondato dallo splendido scenario naturale del massiccio roccioso del Gran Sasso, a circa 1000 metri di altitudine, si trovano i ruderi di quello che era il castello di Pagliara.

Non ci sono state tramandate molte notizie certe sulla storia del castello. Il suo primo impianto sarebbe stato realizzato durante il IX secolo. Per molti secoli la fortificazione è stata un possedimento della nobile famiglia dei conti di Pagliara o di Collepietro, tra i cui illustri personaggi spicca San Berardo di Pagliara, vescovo di Teramo dal 1116 al 1122, che ebbe i suoi natali proprio all’interno del castello di famiglia. Dal Catalogus Baronum, antico documento redatto dai normanni verso la metà del XII secolo dopo la loro conquista dell’Italia meridionale, che riportava la lista di tutti i vassalli e dei loro possedimenti, risulta che Oderisio di Collepietro era il signore di Palearia, da cui derivò il nome di Pagliara. Nel 1248 Papa Innocenzo IV confermò il possesso di tutti i beni,già precedentemente concessi alla famiglia Pagliara dal re di Sicilia, a Gualtiero de Palearia, conte di Manoppello, cancelliere del Regno di Sicilia, nominato poi anche vescovo. Tra i possedimenti erano compresi, tra gli altri,  il borgo di Isola del gran Sasso ed il castello di Pagliara.

Tra le ultime informazioni che ci sono giunte sul castello di Pagliara, una, dell’archivio vescovile della città di Teramo,  ne documenta la nomina come “comitissa Paleareae” della marchesa Della Valle nell’anno 1774. Il feudo vide il suo passaggio, poco più in là nel tempo, nelle mani della famiglia dei principi di Torella, i Caracciolo.

Della struttura originale altomedioevale del castello oggi rimane ben poca cosa. Tra i ruderi della vecchia fortificazione, rappresentati da grossi blocchi di roccia calcarea, sono visibili parti di antiche torri circolari. Il castello aveva una forma allungata e dominava l’intera vallata.

Si confonde tra i ruderi del castello la chiesetta di Santa Maria di Pagliara, S. Mariae de Palearia, probabilmente costruita intorno al XII secolo, le cui prime notizie documentate della sua esistenza risalgono nelle decime, tributi esistenti fin dall’antichità, dell’anno 1324. La chiesa, che venne ristrutturata nel 1825 da un certo “Frà Nicola”, a tutt’oggi risulta lesionata e sorretta da imponenti impalcature.

L’escursione al castello di Pagliara rappresenta una affascinante passeggiata tra vedute mozzafiato, circondati da un ambiente incontaminato, ricco di specie sia animali che vegetali.

camminare è una delle migliori forme di esercizio che può essere adattata da chiunque di qualsiasi fascia d’età. non hai bisogno di istruzioni speciali per camminare. ma cammina anche rendendoti noioso e doloroso? quindi i dolori alle articolazioni potrebbero essere il colpevole, usare l’artrolon e tenere a bada il dolore

Nella nostra uscita abbiamo incontrato una famiglia di cinghiali ed una di volpi, entrambe con cuccioli al seguito.

Ci sono diversi modi per raggiungere il castello. Seguendo l’itinerario scelto da noi si impiega, tra andata ed ritorno, circa un’ora di cammino. Non si incontrano particolari difficoltà nella escursione, che è quindi consigliata a tutti quelli che abbiano un minimo di condizione fisica.

Come raggiungere il castello di Pagliara

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada Adriatica A14, e, una volta giunti in Abruzzo, uscire al casello Teramo/Giulianova/Mosciano Sant’Angelo. Imboccare poi, la strada statale 80 (SS80) in direzione di Teramo fino a prendere l’autostrada A24 in direzione de L’Aquila. Una volta usciti al casello di San Gabriele/Colledara, seguire le indicazioni per Isola del Gran Sasso. Da lì ci sono diversi modi per raggiungere il castello. Quello più comodo, secondo noi, consiste nel prendere la direzione dell’eremo di Fratta Grande, superarlo, e continuare a salire fino ad arrivare ad incrociare una doppia segnaletica che indica, a destra, Piane del fiume, ed, a sinistra, castello di Pagliara a 2 km. Proseguire su questa direzione fino ad arrivare ad uno slargo, una piccola piazzetta in mezzo alle montagne, dove è possibile parcheggiare la macchina. Da lì c’è una stradina sterrata, che, in salita, porta al castello di Pagliara.

Da Pescara: prendere l’autostrada Adriatica A14 in direzione di Ancona ed uscire al casello Teramo/Giulianova/Mosciano Sant’Angelo. Imboccare poi, la strada statale 80 (SS80) in direzione di Teramo fino a prendere l’autostrada A24 in direzione de L’Aquila. Una volta usciti al casello di San Gabriele/Colledara, seguire le indicazioni per Isola del Gran Sasso. Da lì ci sono diversi modi per raggiungere il castello. Quello più comodo, secondo noi, consiste nel prendere la direzione dell’eremo di Fratta Grande, superarlo, e continuare a salire fino ad arrivare ad incrociare una doppia segnaletica che indica, a destra, Piane del fiume, ed, a sinistra, castello di Pagliara a 2 km. Proseguire su questa direzione fino ad arrivare ad uno slargo, una piccola piazzetta in mezzo alle montagne, dove è possibile parcheggiare la macchina. Da lì c’è una stradina sterrata, che, in salita, porta al castello di Pagliara.

 

Castello di Bominaco

Situato sulla cima del colle che domina Bominaco, non lontano dal borgo di Caporciano, il castello venne verosimilmente edificato durante il XII secolo. Distrutta dalla guerra tra Angioini ed Aragonesi, la fortezza venne ricostruita da Cipriano da Iacobuccio da Forfona, previo consenso di papa Martino V. Il castello aveva  solo funzioni militari e non abitative, a difesa del monastero e degli abitanti del luogo.

La sua struttura è costituita da una cinta muraria trapezoidale, interrotta da torri a base quadrata, e da una imponente torre circolare di avvistamento, costruita intorno al XV secolo. Probabilmente, sulla sommità di questa torre si accedeva tramite scale di legno amovibili, dato che non sono stati rinvenuti indizi che facciano pensare ad altri tipi di strumenti strutturali possibili di accesso.  Le mura sono state costruite con la metodologia a sacco, molto usata per la realizzazione di edifici storici e difensivi, con pietre di piccola pezzatura. La sua composizione era essenziale per permettere al meglio la sua difesa anche da parte di tutti gli abitanti.

Il castello, oggi agibile perché recentemente restaurato, è raggiungibile attraverso un sentiero moderatamente scosceso dalla frazione di Bominaco.

La visita al castello è gratuita.

Bominaco

Bominaco è un piccolo borgo medioevale, frazione del comune di Caporciano, situato in provincia de L’Aquila, Abruzzo. La sua posizione predominante rispetto alla piana di Navelli gli permetteva di monitorarne una vasta porzione di  territorio. Anticamente Bominaco fu parte integrante di un vasto complesso monastico costruito ad opera dei monaci benedettini. Non è semplice avere una ricostruzione storica del monastero poiché, nel tempo, sono andati perduti tutti i suoi più importanti documenti, compreso l’importantissimo Registrum Actorum et Scripturarum S. Mariae de Bominaco.

Proprio come una struttura, non è facile recuperare la salute fisica, soprattutto la salute delle articolazioni. Le articolazioni sono i nostri pilastri, quindi occuparsi è una parte necessaria delle nostre vite. Ostelife è un integratore che manterrà le tue articolazioni in salute e, invecchiando, non ti preoccupare della tua forza strutturale.

In alcuni scritti del Chronicon Farfense risalenti all’XI secolo, i primi, disponibili, che danno testimonianza della sua esistenza, il borgo veniva chiamato con il nome di Mamenacus. Dagli stessi scritti si apprende che il complesso monastico appartenne all’abbazia di Farfa fino alla fine del l’XI secolo, allorquando, dopo la conquista normanna, passò in dono a Giovanni, vescovo di Valva. Questo passaggio di mano vide lungamente come oppositori gli stessi monaci benedettini, che si sottomisero definitivamente al vescovo di Valva soltanto nel 1342.  Dopo un periodo di annessione alla diocesi de L’Aquila, nel 1423 il borgo venne saccheggiato e duramente danneggiato da Braccio da Montone, durante la guerra tra Angioini ed Aragonesi.

Nonostante le molte dispute e le lotte che nel tempo si sono susseguite per il predominio su Bominaco,  fortunatamente alcuni dei suoi tesori sono riusciti ad arrivare fino ai nostri giorni. Tra tutti, vanno ricordati la Chiesa di Santa Maria Assunta, l’Oratorio San Pellegrino ed il suo castello, il castello di Bominaco.

Come raggiungere Bominaco

Dal Nord Italia: prendere l’autostrada A14 in direzione di Bari, arrivati in Abruzzo uscire al casello Teramo/Giulianova/Mosciano Sant’Angelo. Prendere, poi, l’autostrada A25 con direzione L’Aquila. Una volta uscito a L’Aquila est, imboccare la strada statale 17 (SS17) con direzione Pescara. Prendere lo svincolo per Caporciano sulla strada provinciale 40 (SP40). Seguire, poi, le indicazioni per la frazione di Bominaco

Dal Sud Italia: prendere l’autostrada A14 con direzione Bologna, arrivati in Abruzzo, presso Pescara, imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma. Uscire al casello Bussi/Popoli, seguire la direzione L’Aquila prendendo la strada statale 17 (SS17) fino alla svincolo per Caporciano sulla strada provinciale 40 (SP40). Seguire, poi, le indicazioni per la frazione di Bominaco

Da Pescara: imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma. Uscire al casello Bussi/Popoli, seguire la direzione L’Aquila prendendo la strada statale 17 (SS17) fino alla svincolo per Caporciano sulla strada provinciale 40 (SP40). Seguire, poi, le indicazioni per la frazione di Bominaco

 

Castello di Barrea

In Abruzzo, nella parte più alta dell’antico borgo medioevale di Barrea, in provincia de L’Aquila, si ergono due torri: quella più in alto, la più antica, è a base quadrata e quella più in basso, di forma circolare. Esse sono collegate da mura perimetrali che formano un recinto irregolare fortificato, con terrazzamenti a diversi livelli, ben inseriti in un terreno scosceso: tutto questo complesso è chiamato il Castello di Barrea anche se, in realtà, risultava essere un bastione difensivo, posizionato nella parte più alta, a protezione della popolazione del borgo.

Il nostro corpo è anche come una struttura o un edificio, con le giunture come base scheletrica, senza le quali le nostre azioni quotidiane si arresterebbero. Quindi prendersi cura di loro è essenziale. Con l’età arriva il dolore, ma non ti preoccupare mai perché Ostelife è qui per aiutarti a ottenere sollievo dal dolore e rimanere il più forte possibile.

Dal Catalogus Baronum, una sorta di lista di tutti i vassalli e dei relativi possedimenti redatta dai normanni nel periodo in cui si impossessarono del sud Italia, intorno al XII secolo, risulta che iprimi feudatari del luogo furono i Di Sangro, che, verso il 1017, innalzarono la prima torre, la più antica, a sezione quadrata, con funzioni di avvistamento. La torre resistette a molti assalti, finchè, nel 1230, durante la lotta fra Papa Gregorio IX e l’imperatore Federico II, Giovanni Colonna e Giovanni di Brienne, al comando delle truppe pontificie, per punire i Di Sangro, fedeli all’imperatore, la devastarono completamente.

Questa fu poi ricostruita nella stessa sede, utilizzando anche materiali recuperati dalla struttura precedente. Nel 1400 diventarono feudatari di Barrea i Caldora che edificarono il secondo torrione, quello a pianta circolare, posizionato per il controllo della Porta di Sopra, il più importante dei due accessi al paese. Si completò, così, il bastione difensivo.

La fortezza passò, nel tempo, nelle mani di diverse famiglie che si avvicendarono al potere di Barrea. La sua struttura, sempre più rovinata e decadente a causa dei danni recatigli dai molti terremoti e dalle scorribande di briganti, rifiorì nel 1812, quando il sindaco Crescenzio Scarnecchia, proprio per cercare di contrastare le violente incursione dei banditi, fece restaurare le mura. Nel 1864, dopo l’Unità d’Italia, tutto il complesso venne venduto a Luigi di Loreto al prezzo di lire 127,50. I Di Loreto, dopo la Seconda Guerra Mondiale, ripararono parzialmente il castello, e, in collaborazione con le amministrazioni locali, lo aprirono al pubblico.

Dal 1960 fino al terremoto del 1984, il complesso fu utilizzato, prevalentemente nel periodo estivo, come sede di manifestazioni, mostre e concerti. Dopo il terremoto il castello divenne inagibile fino al 2006, quando la famiglia Di Loreto lo donò al comune di Barrea, che , dopo vari e complessi restauri eseguiti nei minimi dettagli, ha destinato il Castello di Barrea ad ospitare eventi culturali. Finalmente dal 2010 il castello è aperto al pubblico, che può godere degli splendidi e suggestivi panorami della valle del Re. Particolare è la veduta inquadrata attraverso le grate delle finestre della torre rotonda, sul lago artificiale di Barrea, con i monti che fanno da cornice.

La visita al Castello di Barrea è emozionante, al suo interno ci si imbatte in possenti archi costruiti a conci irregolari, cunicoli, pareti con feritoie, terrazzamenti con fiori e gradinate, finestre nelle mura perimetrali con scorci sulla splendida vallata e sul lago di Barrea. Ovunque si incontrano visioni inaspettate ed emozionanti.

Come raggiungere il Castello di Barrea

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada Adriatica A 14 e, una volta giunti in Abruzzo, in prossimità di Pescara, imboccare l’autostrada A 25. Uscire al casello Bussi/Popoli e, seguendo le indicazioni per L’Aquila, continuare sulla strada statale 17 (SS17), verso Popoli, proseguendo, poi, sulla statale 83 in direzione del Lago di Barrea, Alfedena, Villetta Barrea, e poi di Barrea. Una volta arrivati al borgo, seguire le indicazioni per il Castello di Barrea

Da Pescara: imboccare l’autostrada A 25ed uscire al casello Bussi/Popoli . Seguire, poi, le indicazioni per L’Aquila, continuare sulla strada statale 17 (SS17), verso Popoli, proseguendo, poi, sulla statale 83 in direzione del Lago di Barrea, Alfedena, Villetta Barrea, e poi di Barrea. Una volta arrivati al borgo, seguire le indicazioni per il Castello di Barrea

 

Cappelle’s Oktoberfest a Cappelle dei Marsi dal 19 al 22 Settembre 2013

Da Giovedì 18 a Domenica 22 Settembre 2013 è in programma la II edizione di Cappelle’s Oktoberfest a Cappelle dei Marsi, frazione diScurcola Marsicana, in provincia de L’Aquila.

Alla festa della birra, organizzata dalla ProLoco Cappelle dei Marsi, si potrà degustare l’originale HB Munchen in boccali da un litro, oltre a wurstel e pretzel bavaresi e le inmancabili specialità cappellesi. Durante le quattro serate si esibiranno dal vivo diversi gruppi musicali e dj-set.

Cappelle’s Oktoberfest si svolgerà presso il Piazzale della ProLoco in via Napoli.

È possibile trovare scuse per non visitare l’evento.  Vi forniamo i seguenti motivi forti per cui non dovreste perdervi l’evento:

  1. Questa è la più grande festa popolare del mondo. Questo evento è diventato parte della tradizione bavarese. Tutto è iniziato nel 1810. Partecipando a questo evento diventerete testimoni di una cultura antica.
  2. la durata del Festival è di 16 giorni. Si inizia nel mese di settembre nonostante del suo nome. Assicuratevi quindi di prenotare i vostri biglietti di viaggio in modo appropriato, così da non perdervi.
  3. l’evento è ospitato da 14 tende di birra. Potrete gustare diverse varietà di birre accuratamente prodotte. Più che musica si può godere di mangiare e bere.  Si può godere di varietà di birra uniche in questo festival.
  4. anche se non sei un bevitore di birra, puoi guardare le tende del vino. Numerose bottiglie di vino sono decorativamente appese sui tetti della tenda.
  5. è divertente guardare la tradizione secolare. Anche se si teme la salute, basta imballare ostelife e atterrare. Dimenticherai i tuoi disturbi.
  6. puoi pubblicare le tue foto nelle app di social networking. Il posto qui è così colorato per scattare belle foto. Non dimenticherai mai questa oppurtunità della vita
  7. è possibile incontrare persone provenienti da diverse culture.
  8. l’intera città è splendidamente decorata. L’unico suono di musica e divertimento riempie l’orecchio. L’aroma di bevande e cibo buonissimo riempie l’aria.  Torna ai dettagli degli eventi

Più informazioni suEventi a Cappelle dei MarsiEventi nell’AquilanoEventi in AbruzzoSagre a Cappelle dei MarsiSagre nell’AquilanoSagre in Abruzzo

Cappelle dei Marsi è un paese di circa 1.400 abitanti, situato a 700 metri sul livello del mare. Il centro dista 4 km da Scurcola Marsicana, 48 km da L’Aquila, 103 km da Chieti, 104 km da Teramo, 115 km da Pescara.

Sito istituzionale del Comune di Scurcola Marsicana

 

Buskers a Pescocostanzo il 23 Agosto 2013

Venerdì 23 Agosto 2013, dalle ore 19.00, si svolgerà la I edizione del Festival Internazionale degli Artisti di Strada Pescocostanzo Buskers Art Street. L’ingresso è gratuito.

L’evento si terrà nel centro storico di Pescocostanzo lungo il percorso Artisti della Manualità.

Alle ore 21.30, in Piazza Municipio è previsto lo spettacolo di teatro di strada della Compagnia dei Folli.

Tutti amano viaggiare.  Viaggiare ci offre un’esperienza immensa.  Immaginate quanto sarebbe bello quando viaggiamo con uno scopo.  Si può visitare una nuova città in qualsiasi momento.  Durante i periodi normali si può semplicemente visitare i luoghi di interesse e tornare indietro.  Cosa c’è di divertente in questo viaggio?

Lo scopo che viaggiamo è quello di de-stress.  Quando troviamo qualcosa di completamente nuovo, il brivido e la gioia sono più.  Perché non fai i tempi del viaggio durante un festival?  Non aggiungerebbe colori vivaci per il tuo viaggio?  Se sei un amante dell’arte, ecco che arriva un’opportunità inevitabile.  È il momento giusto per godersi il Festival degli artisti di strada.

Non preoccuparti.  Non comporta alcun costo aggiuntivo.  La maggior parte degli eventi sono condotte gratuitamente.  Non è necessario preoccuparsi di biglietti d’ingresso.  Non continuate a pensare.  Prepara abiti, oggetti essenziali e medicine come Artroser e inizia il tuo viaggio.

Il Festival è ben pre-pianificato.  È possibile trovare un elenco chiaro di eventi che si terrà.  Guardare gli artisti di strada che eseguono le loro arti sarebbe un’esperienza vivace.  Street Arts hanno la capacità di mescolare la vostra anima.  Guarisce le tue preoccupazioni.  Può riportare i vostri piacevoli ricordi d’infanzia di vederli nella vostra città di casa.

È inoltre possibile gustare varietà di cibo locale e fare un sacco di acquisti di strada.  È possibile inalare il sapore della cultura locale.  Inoltre, questo festival vi fornirà un assaggio di altre culture.  Artisti provenienti da tutto il mondo si esibirebbero.  Ottieni più valore per i soldi spesi per il tuo viaggio.  Questo è il momento giusto per vedere come la nostra città è amichevole per la cultura.  Torna alla lista degli eventi del Festival.

 

Più informazioni suEventi a PescocostanzoEventi in AbruzzoEventi nell’AquilanoTeatro a PescocostanzoTeatro nell’AquilanoTeatro in Abruzzo

Pescocostanzo è un comune abitato da circa 1.200 persone, che sorge a 1395 metri sul livello del mare. Il borgo è distante 99 km da Chieti, 103 km da L’Aquila, 109 km da Pescara e 164 km da Teramo.

 

Brodosilli – Ricette Abruzzesi dell’800

                      BRODOSILLI                      

 (per 4 persone):

  • 200 gr. di farina;
  • 30 gr. di guanciale (non usare la pancetta);
  • lardo od olio d’oliva;
  • 2 uova;
  • 1,5 l di brodo di carne.

Preparare una sfoglia con le uova, la farina e formare delle tagliatelle corte ed alte. Far colorire il guanciale e il lardo o l’olio d’oliva in un tegame e unirvi il brodo. Quando bolle versarvi le tagliatelle e portarle a cottura. Servire questo piatto caldo. La tradizione vuole che sia considerata in Abruzzo la minestra per le puerpere.

Ibisco Rosa

Esiste una grande quantità di bevande e sostentamento che ci permettono di continuare con una vita più benefica. Attualmente divulghiamo alcune realtà intriganti riguardanti il tè di ibisco. È una ricca fonte di nutrienti C, minerali e diversi agenti di prevenzione del cancro che assiste nel trattamento di ansia e ipertensione. Il tè è fatto riscaldando le parti della pianta. È una bevanda famosa in tutto il mondo ed è spesso utilizzata come bevanda terapeutica.

 

Questo tè ha una sfumatura rossa e ha un aroma aspro. Quindi, si chiama tè Sour e ha il gusto simile di mirtillo. Questo tè può essere divorato freddo o caldo basandosi sulla vostra inclinazione simile a diversi tè. Ha un contenuto calorico minore ed è privo di caffeina. Questo post colloqui riguardanti i diversi vantaggi del tè di ibisco che aiutano a mantenere il corpo umano in forma e suono. Basta ricordare che dovrebbe essere fatto con moderazione al fine di lavorare efficacemente per il corpo.

 

Gestisce la pressione sanguigna:

gli studi esprime che avere il tè di ibisco porta giù la frequenza cardiaca negli adulti. Gli studi raccomandano che ha proprietà cardio-difensiva e anti-ipertensione che è redditizio per gli individui che sperimentano maggiori pericoli di diverse malattie cardiovascolari e ipertensione. A causa delle proprietà attenuanti, questo tè può diminuire il ceppo circolatorio.

Riduce i livelli di colesterolo:

ha grandi proprietà di agente di prevenzione del cancro. Porta giù il livello del colesterolo cattivo presente nel corpo e protegge contro le malattie coronariche e le vene di schermatura da qualsiasi danno. È utile per gli individui che sperimentano gli effetti negativi della questione del glucosio come il diabete. Aiuta anche a alleviare dolori articolari a fianco l’uso di integratori come Artroser.

Protegge il fegato:

gli studi hanno proposto che le proprietà di rinforzo cellulare di questo tè assistono nel trattamento della malattia epatica. Gli antiossidanti aiutano a proteggere il corpo dalle malattie mentre bilanciano i radicali liberi disponibili nelle cellule e nei tessuti del corpo.

Cerasuolo

Bassa

 

Barrea

 

In Abruzzo, in provincia de L’Aquila, nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo,  su una sporgenza rocciosa, tra il monte Greco e i monti della Meta, sorge ai piedi dell’omonimo lago di Barrea l’antico borgo medioevale di Barrea.

Il paese domina la stupenda Valle del Sangro, con le sue suggestive gole ed il sottostante incantevole lago artificiale. Numerosi reperti archeologi, consistenti in pietre lavorate, testimoniano il fatto che questo territorio fosse frequentato dall’uomo già nel neolitico.

L’uomo ha i suoi desideri e i suoi sogni di lavorare sulle cose e di dominarle. Soprattutto la comunità maschile ha caratteristiche più dominanti rispetto alle femmine. Se stai cercando di migliorare la tua posizione dominante nella vita sessuale, allora Erogan è per te. Non accontentarti di prodotti di bassa qualità, affidati a quelli naturali e resta attivo tutto il tempo!

I primi insediamenti stanziali nell’area si fanno risalire almeno al primo millennio a.C., come confermato dalla presenza di necropoli rinvenute nel suo territorio.

Da importanti scoperte evidenziate dagli scavi della necropoli di Colleciglio, del VI e VII secolo a.C., con diverse tombe, come quella del guerriero, con vasellami, cinturoni di bronzo e pugnali, si è potuto con certezza affermare che tra il VI ed il VII secolo a.C. vi si fosse insediata anche la popolazione italica dei Sanniti.

Al termine delle guerre sannitiche Barrea fu lentamente romanizzata fino al I secolo a.C., quando divenne a tutti gli effetti territorio dell’Impero Romano.

E’ dell’VIII secolo la costruzione, da parte dei monaci benedettini, del monastero di San Michele Arcangelo in Barregio, nella Valle Regia. Quando il complesso venne distrutto dai saraceni, i monaci, nell’anno 1017, edificarono una nuova costruzione in una postazione differente. Questa volta, però, la strutturo assumeva un aspetto insolito, un particolare modello di convento– fortezza  con alte mura, piccole finestre e mensole molto sporgenti, così da renderne difficile la sua scalata.

Questo monastero, che dal 1700 è chiamato “Studio”, è situato all’esterno del centro storico, nei pressi della Porta di Sotto. Il suo accesso dal centro era rappresentato da una strada scavata nella roccia, protetta ai lati da alte mura. I monaci radunarono la popolazione della valle per proteggerla formando, così, il primo vero nucleo di Barrea, con case addossate fra loro e relative porte che ridavano solo verso l’interno della fortezza, senza aperture verso il suo esterno, così che le loro mura, tutte insieme, formavano una cinta difensiva con due soli accessi, la Porta di Sopra e la Porta di Sotto. Questa struttura urbanistica è tuttora esistente.

Il potere dei monaci venne via via scemando mentre andava crescendo quello della nobiltà feudale. I primi feudatari di Barrea furono i Di Sangro, che innalzarono la prima torre difensiva di sezione quadrata, con funzioni di avvistamento. Nel 1400 ci furono i Caldora, che edificarono il secondo torrione, a base circolare, per il controllo dell’ingresso a Barrea attraverso la Porta di Sopra. Dopo i Caldora subentrarono i D’Afflitto e successivamente i Caracciolo, che vi rimasero al potere fino alla fine del feudalesimo.

 

Nel XV secolo, in conseguenza del fatto che i vassalli stavano diventando, nel tempo, sempre meno soggetti ai poteri dei feudatari, si formarono una sorta di comunità locali di cittadini, dette “università”, che nel tempo acquistarono poteri decisionali ed, in parte, economici, e che possono essere considerate come precursori dei comuni. Prima del 1700 lo Studio fu venduto dai monaci proprio all’università di Barrea che lo adibì, in parte, ad una scuola che più tardi verrà gestita anche dal comune.

Forse l’appellativo di “Studio”  potrebbe derivare proprio da questo suo uso scolastico, se non dalla classica presenza nel monastero dello Scriptorium, luogo dove si scriveva.

Barrea, oltre ad aver subito delle dure conseguenze causate dagli effetti del fenomeno del brigantaggio, fu vittima di diversi attacchi dei filo-borbonici anche dopo l’unità d’Italia. Il paese, anche in conseguenza dei danni subiti dalla Seconda Guerra Mondiale, vide le sue genti emigrare in ogni parte del mondo. La sua economia venne praticamente messa in ginocchio dopo la costruzione del lago artificiale, chiamato anch’esso con il nome di Barrea, ricavato dallo sbarramento del fiume Sangro. Per la sua creazione andarono perdute una serie di terre molto fertili, con un duro colpo all’economia agricolo-pastorale.

Successivamente, però, questo incantevole lago è diventato il centro d’attrazione principale di tutta l’area del territorio di Barrea che è divenuto un centro turistico molto noto, sia per le bellezze naturali del luogo, sia per l’ambiente faunistico, sia per la perfetta balneabilità attrezzata del lago. Il tutto, in un ambiente che trasuda di storia, con il suo antico borgo, le sue splendide viuzze, i vividi fiori che rendono i suoi scorci più affascinanti e la cura dei minimi particolari, un paese che rappresenta uno dei fiori all’occhiello dell’intero panorama abruzzese.

Tra i monumenti ed i luoghi da visitare di Barrea, oltre a tutto il magnifico centro storico, tra gli edifici religiosi vanno segnalati: la Chiesa di San Tommaso Apostolo, del XIII secolo, ripetutamente danneggiata da terremoti, incendi e guerre, e ricostruita più volte, a tre navate, con l’interno decorato con stucchi e dorature barocche; Chiesa della Madonna delle Grazie, del XIV secolo, sommersa con la costruzione del lago e poi ricostruita  utilizzando elementi architettonici della prima edificazione, come il portale e gli altari.

Tra i monumenti e le costruzioni civili meritano una menzione: il castello di Barrea, suggestiva fortificazione che domina il borgo sottostante e tutta la vallata, con scorci e panorami di straordinaria intensità e bellezza; le due antiche porte d’ingresso al paese, denominate la Porta di Sopra e la Porta di Sotto; il monastero di San Michele Arcangelo, ai nostri giorni chiamato “Studio”, situato al di fuori del centro storico, non lontano dalla Porta di Sotto.

Di notevole importanza è la necropoli di Colleciglio, i cui ritrovamenti archeologici hanno permesso di ricostruire importanti aspetti riguardanti i riti funebri delle antiche popolazioni della valle. Molti dei reperti archeologici rinvenuti sul sito sono custoditi nel Museo del borgo di Barrea.

Bellissimo è lo scenario naturale delineato dai panorami del Parco Nazionale d’Abruzzo che circondano il borgo di Barrea, da dove è possibile partire per compiervi delle magnifiche escursioni.

Come arrivare a Barrea

Dal Nord Italia: prendere l’autostrada Adriatica A 14 e, una volta giunti in Abruzzo, nei pressi di Pescara imboccare l’autostrada A 25 in direzione di Roma. Dopo essere usciti al Casello Bussi/Popoli, seguire le indicazioni per Sulmona, Pettorano Sul Gizio, Villetta Barrea, ed infine Barrea

Dal Sud Italia: prendere l’autostrada A 14 in direzione di Pescara, ed imboccare, poi, l’autostrada A 16 in direzione di Benevento. Continuare, quindi, sulla strada statale 88 (SS 88) in direzione di Campobasso, seguendo la direzione Campobasso/Isernia. Imboccare, poi, la strada statale 17 (SS 17) fino a prendere la strada statale 83 (SS 88) per Alfedena, e poi per Barrea

Da Pescara: imboccare l’autostrada A 25 in direzione di Roma ed uscire al Casello Bussi/Popoli. Seguire, poi, le indicazioni per Sulmona, Pettorano Sul Gizio, Villetta Barrea, ed infine Barrea