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Popoli

In Abruzzo, in provincia di Pescara, ad un’altitudine 254 metri si erge ai piedi del Monte Morrone il borgo di Popoli.

Che la sua area fosse abitata già in epoche remote è confermato dal ritrovamento, in particolare presso la località le Svolte di Popoli, di importanti reperti archeologici risalenti all’era del paleolitico inferiore, arco temporale che và dai 2,5 milioni ai 120.000 anni fa. Tra le varie cose sono stati rinvenuti strumenti litici di ogni tipo ed ossa di animali lavorate, testimonianza di come vi fossero assidue frequentazioni di cacciatori già nei periodi interglaciali.

Dal rinvenimento di altri rilevanti ritrovamenti archeologici in località San Callisto di Popoli si è potuto affermare che il territorio presentasse piccoli insediamenti abitativi nel neolitico, nell’eneolitico e nell’età del bronzo.

Nel periodo preromano l’area della cittadina era territorio della popolazione italica dei Peligni, che, verso il IV secolo a.C., vista la poderosa crescita dell’incalzante Impero Romano, fu costretta ad allearvisi, divenendo, con il processo della romanizzazione, a tutti gli effetti territorio romano intorno al I secolo a.C..

Con la conquista dell’Italia centrale e con l’insediamento delle prime colonie romane, quali Carsioli ed Alba Fucens, e con il conseguente prolungamento della strada Tiburtina Valeria, il territorio di Popoli divenne di fondamentale importanza perché costituiva, attraverso il passaggio delle Gole di Popoli, l’unico percorso che portava ad uno sbocco sul mare Adriatico. Questa sua posizione strategica le fece attribuire il soprannome di “Chiave dei Tre Abruzzi”, perché nel suo territorio era possibile bloccare o sbloccare le uniche  strade che permettevano la comunicazione tra i mari Adriatico e Tirreno attraverso le tre province abruzzesi.

Le origini di un primo villaggio nell’area dell’antica cittadina sembrerebbero essere molto antiche. Giulio Cesare, nel “De Bello Civili”, parla di un ponte sul fiume ubicato a circa tre chilometri di distanza da Corfinio, nel territorio di Popoli, cosa che ha fatto supporre che in quel tempo, intorno al 50 a.C., vi fosse un piccolo insediamento. Inoltre Plinio il Vecchio in un suo trattato parla di un Pagus Fabianus che la maggior parte degli studiosi oggi è concorde con l’identificare con l’area di Popoli, anche se da parte di altri si afferma che tale insediamento romano si possa riferire ad un villaggio sito nel territorio di Pettorano Sul Gizio. Singolare è il tema trattato nella citazione, dove lo scrittore romano racconta di un particolare stratagemma usato dagli abitanti del posto per preservare le piante dal gelo invernale, irrigandole.

Molte sono le teorie sull’etimologia del nome di Popoli. Secondo alcuni deriverebbe dall’abbondanza di pioppi, populus in latino, in tutta l’area. Da altri studiosi si è ipotizzato che il nome possa derivare da pauper, povero in lingua latina. L’unica fonte documentata che ci arriva in aiuto in questo senso è quella del Chronicon Casauriense, raccolta di cronache medievali sull’Abbazia di San Clemente a Casauria, che ne attesta, intorno all’XI secolo, l’esistenza con il nome di Castrum Pauperum.

Il suo castello, denominato Cantelmo, simbolo della città, venne costruito tra la fine del X e gli inizi dell’XI secolo, per volere di Teodolfo o Tidolfo, vescovo di Valva. Con il fenomeno dell’incastellamento pian piano Popoli andò assumendo la forma della sua attuale, che sarà definitiva solo dal XIII secolo.

Dal 1016, con il franco Gerardo Roccone, ha inizio la lunga serie di signori che governeranno sul feudo di Popoli, che vedrà poi subentrare al suo comando prima un personaggio di pessima fama, il Malmozzetto, e poi il normanno Guglielmo Tassone.

Verso la seconda metà del XIII secolo, Carlo D’Angiò, figlio del re di Francia Luigi VIII, concesse il feudo di Popoli alla famiglia nobiliare dei Cantelmo, che vi rimase al potere fino all’anno 1749. Per quasi 500 anni la storia di Popoli è stata quindi legata alle vicende della famiglia Cantelmo, con molti dei suoi esponenti che compirono delle feroci crudeltà.

Il feudo di Popoli passò in seguito nelle mani di Leonardo di Tocco, principe di Montemiletto, fino all’anno 1806 quando ci fu l’abolizione del feudalesimo.

Il 10 Ottobre del 1860 Vittorio Emanuele II fece la sua entrata trionfale a Popoli, dove vi soggiornò per due notti. Durante la Seconda Guerra Mondiale, invece, e precisamente nell’anno 1944 Popoli venne duramente e ripetutamente bombardata, riportando numerose perdite civili ed ingenti danni.

Ai nostri giorni Popoli è un conosciuto centro di stabilimenti termali per la presenza di molte acque sorgive sulfuree minerali e naturali.

Il paesino è ricco, inoltre, di monumenti ed edifici storici di considerevole interesse culturale. Tra gli edifici religiosi vanno segnalati: Chiesa della Santissima Trinità, della metà del XVI secolo, dotata di un pregiato campanile del ‘500, di un altare maggiore di Nicodemo Mancini, di numerose tele e di un affascinante oratorio; Chiesa di San Francesco, esistente già nella metà del XIV secolo, Chiesa si SS. Lorenzo e Biagio, del XVI secolo.

Tra i monumenti storici di natura civile e militare spicca il castello Cantelmo, edificato tra il X e l’XI secolo, del quale oggi rimangono solo degli affascinanti ruderi, e dal quale è possibile godere di uno splendido panorama. Tra i tanti suggestivi palazzi antichi presenti nella cittadina meravigliosa è la Taverna Ducale, del XII secolo, o Taverna Vecchia, piccolo gioiello di architettura medievale dalla facciata decorata da bassorilievi e stemmi, ed abbellita da una incantevole bifora

Il territorio della cittadina di Popoli offre anche la possibilità di effettuare una serie di affascinanti escursioni per la presenza di importanti luoghi di interesse naturalistico, come le Gole di Popoli, spettacolare canyon, e una riserva naturale denominata Riserva naturale guidata Sorgenti del Fiume Pescara.

Popoli è anche conosciuta per avere dato i natali all’ingegnere Corradino D’Ascanio, cui è stato dedicato un museo, famoso per aver progettato la “Vespa” Piaggio e per aver inventato il primo prototipo di elicottero moderno.

Come arrivare a Popoli

Per viaggiare, è necessario avere un buon stato fisico del corpo e per questo è necessario avere un continuo apporto di integratori, che manterrà le articolazioni e i legamenti sani anche in età più avanzata. Con l’aumento dei cambiamenti nello stile di vita, stare in salute è una sfida. Ma non preoccuparti, quando hai la giusta scelta a portata di mano, nient’altro conta.

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada Adriatica A 14 e, una volta giunti in Abruzzo, in prossimità di Pescara imboccare l’autostrada A 25 in direzione di Roma. Uscire al casello Bussi/Popoli ed imboccare la SS 5 Tiburtina in direzione di Popoli

Da Pescara: prendere l’autostrada A 25 in direzione di Roma, uscire al casello Bussi/Popoli ed imboccare la SS 5 Tiburtina in direzione di Popoli

 

 

Passeggiata Wild con Aquile e Lupi a Rocca Calascio il 22 Settembre 2013

Domenica 22 Settembre 2013, alle ore 10.30, è in programma la terza passeggiata Wild con Aquile e Lupi nella splendida Rocca Calascio (L’Aquila).

I partecipanti saranno scortati tra le mura dell’antica fortezza da: aquila rapax, falco gyr pell, falco gyr sacro, falco sacro, falco lanario, astore, barbagianni, poiane di harris, gufo reale africano e lupi cecoslovacchi. La giovane e sapiente guida Giovanni “Falco” Granati esporrà in maniera dettagliata l’evolversi della falconeria nel tempo, fornendo anche dettagliate informazioni sulle specie animali autoctone della Regione Abruzzo.

Una vacanza ricca e coinvolgente per i nostri bambini è molto importante. Abbiamo certamente sperimentare i bambini alla loro età molto giovane diventando dipendenti da cellulari e alcune altre attività che non possiamo davvero come loro di sviluppare su. Queste attività diventano la loro abitudine soprattutto durante la loro vacanza, perché non hanno nient’altro da fare. Dobbiamo pensare di fornire una buona piattaforma per loro di educare se stessi più e meglio. Dobbiamo sviluppare la curiosità e cominciare a pensare bene.

Escursioni di questo tipo fornirà un sacco di informazioni e anche cercare di portare al nostro preavviso certe cose che abbiamo letto solo nei libri. Il ricco aspetto della flora e della fauna può essere abbastanza impressionante e commovente per una giornata faticoso. I suoni naturali saranno calmante le nostre menti e buono a sentire circa. Possiamo certamente avere un tempo lussuoso in mezzo alla natura e dimenticare tutto ciò che è in giro nella nostra mente.

Cercate queste buone attività che promuovano una cultura educativa intorno a noi. Controllare che le informazioni fornite circa l’escursione e cercare di ospitare se stessi nel tempo prescritto e poi semplicemente non sprecarlo in qualsiasi momento. Puoi contattarli per qualsiasi domanda e cercare di essere il più chiaramente possibile.

Il costo dell’escursione è di 15 euro per gli adulti e 12 euro per i ragazzi al di sotto dei 12 anni.

Per info e prenotazioni rivolgersi a Giovanni “Falco” Granati:
Tel. 348 5345364, E-mail granati83@yahoo.it

Più informazioni suEventi a CalascioEventi nell’AquilanoEventi in Abruzzo

Rocca Calascio (guarda la nostra fotogallery) è una delle rocche più belle ed elevate in Italia,situata a 1.460 metri sul livello del mare. La suggestiva fortificazione dista 42 km da L’Aquila, 72 km da Chieti, 78 km da Teramo e 84 km da Pescara.

 

Partecipa al documentario “Hands”: invia il tuo video entro il 30 Settembre 2013

Fino al 30 Settembre 2013 sarà possibile partecipare al documentario Hands, realizzato dallo Studio Kairòs di Parma.

“Hands” è il primo social movie italiano interamente dedicato alle mani, realizzato dal regista teramano Daniele Di Domenico, in collaborazione con Caterina Brizzolara.

Per partecipare è necessario munirsi di fotocamera, videocamera o telefonino e riprendere ciò che si riesce a realizzare con le mani: giocare, lavorare, cucinare, suonare, disegnare, lasciando libero spazio a tutta la vostra fantasia. Sarà necessario filmare la realtà che vi circonda, tenendo ben presente che saranno le mani ad essere le vere protagoniste della vostra storia.

La creazione di film o il servizio fotografico sono il tuo desiderio folle? Ti piacerebbe avere mani sull’esperienza di fare documentari ricchi? Allora, questa è la tua ultima pratica. Abbiamo un’arena molto diversa per un’idea di successo e diversa che hai nella tua mente. È solo quando si raggiunge per le opportunità così diverse che si arriva a sviluppare, socializzare e commercializzare il vostro talento. È quando si sfida le vostre idee e talenti con altre persone che si sarà in grado di gestire la creazione di una buona identità. Si otterrà motivati e avventurarsi in più attività di tanto in tanto. Questo aumenterà la conoscenza che avete in voi stessi e iniziare a pensare di più.

Partecipare a tali eventi alimenterà il vostro modo di pensare e vi permetterà di esporre più talenti. Inizierai a scoprire di più da te stesso. Vi farà guadagnare molti allori e la reputazione negli anni a venire. Possiamo anche cercare di condividerle con il maggior numero di persone possibile e coinvolgerti bene. Essi saranno collettivamente file nelle loro candidature e lo spirito competitivo aumenta. Questa è una buona idea è necessario lavorare su. Incoraggia questo processo di pensiero tra i bambini in modo che possano iniziare a visualizzarli in tenera età e sviluppare tutto ciò che sarà richiesto per un ricco spirito di tiro. Le menti creative devono crescere ora e continuare a crescere in tutti i diversi angoli possibili. Abbiamo piattaforme così impressionanti per mostrare i nostri talenti e perché aspettare di registrarsi? Basta tenerti risvegliato e colpire il tempo quando è giusto..!!

Ogni video deve avere durata massima di 2 minuti ed ogni partecipante potrà inviare più video.

Per ulteriori informazioni su come inviare il video: clicca

Sito del documentario Hands:
Potete vedere tutti i vostri video sul canale

 

Parco attrezzato delle sorgenti sulfuree del fiume Lavino

 

Il Parco attrezzato delle sorgenti sulfuree del fiume Lavino dal 1987 è un’area naturale protetta d’Abruzzo, ed è situato vicino Scafa, in provincia di Pescara. Il parco prende il nome dal fiume Lavino, le cui acque sulfuree sono di un meraviglioso colore tra l’azzurro ed il turchese. Il fiume Lavino nasce dal Vallone di Santo Spirito, settore settentrionale del massiccio montuoso della Maiella e, dopo aver passato Scafa, si và a gettare nelle acque del fiume Pescara.

Il parco, che si estende su un’area di 40 ettari, è ricco di macchie spontanee e di molteplici specie faunistiche, tra le quali, possono essere ricordate li salice bianco, il pioppo nero, il giunco, la roverella, la tifa, il biancospino, la robinia , la ginestra, e la coronilla. Sono presenti anche molte specie faunistiche. Tra le altre, meritano menzione specie come la ballerina gialla, l’usignolo di fiume, il martin pescatore, la gallinella d’acqua, la faina, il tasso, la donnola e la volpe.

È una grande esperienza per trascorrere anche dieci minuti in questo posto. Quando andiamo in una giornata molto dura e che non abbiamo il tempo di sedersi e rilassarsi, ci sarà sul lato più alto dello stress. Potremmo non essere in grado di pensare bene. Dovremmo passare un po’ di tempo con tutti i nostri cari intorno a noi e cominciare a sentire la nostra anima che celebra la pace interiore. Vai a questo sito e saperne di più.

Foto Parco delle sorgenti sulfuree del fiume Lavino

Degno di nota è anche un mulino seicentesco, il mulino Farnese, che è possibile ammirare facendo una passeggiata lungo il fiume Lavino.

Al parco del fiume Lavino si accede tramite un viottolo di un centinaio di metri, percorribile con facilità, che prende avvio dalla strada provinciale che da Scafa conduce alla frazione di Decontra. L’area è priva di recinzione, è quindi possibile accedervi in qualsiasi orario.

Come arrivare al parco del fiume Lavino

Dal Nord e dal Sud Italia: dall’autostrada Adriatica A14, con direzione Bologna se si viene dal Sud o Bari se si arriva dal Nord, in prossimità di Pescara imboccare l’autostrada A 25, Pescara – Roma, con direzione Roma. Uscire a Alanno/Scafa, poi prendere la SS 5 Tiburtina con direzione Scafa. Nei pressi di Scafa seguire l’indicazione della località di Decontra

Da Pescara: Prendere la SS 16 in direzione Chieti, continuare sull’autostrada A 25, uscire a Scafa/Alanno, continuare sulla SS 5 Tiburtina seguendo, prima, l’indicazione Scafa, e ,poi,  l’indicazione della frazione di Decontra

 

Pacentro

 

Pacentro è un comune delle provincia de L’Aquila, in Abruzzo. Molte sono le versioni riguardo l’origine del suo nome: Pacinus, Pacinos, Pacine, Pacino. La leggenda vuole che Pacentro sia stata fondata da Pacinus, eroe troiano, che dal Tevere sarebbe arrivato fino ai piedi del monte Morrone, dove avrebbe deciso di fondarci la città. La notizia certa è che Pacentro fu nominata per la prima volta in un documento dell’VIII secolo, quando venne donata al monastero di San Vincenzo al Volturno da parte di Lupo ed Ildebrando, duchi di Spoleto. La costruzione del suo splendido castello ebbe inizio tra il X e l’XI secolo, quando tutto il territorio cominciò ad avere incursioni da parte dei Saraceni e dei Normanni. Ed intorno al castello nascerà, nel tempo,  il vero e proprio borgo.  Dal “Catalogo dei Baroni” del Regno di Napoli,  datato 1170, risulta che Pacentro fosse abitata da 48 famiglie. Ed è proprio a causa della lotta per il potere sul Regno di Napoli tra Angioini ed Aragonesi  che il borgo si troverà , tra il XIII ed il XV secolo, al centro di violente lotte. In questo periodo, detto periodo Caldoresco perché Pacentro era governata dalla famiglia Caldora, il borgo vivrà un periodo di grande benessere. Con la sconfitta degli Angiolini del 1464, sostenuta dalla famigli Caldora, Antonio Caldora vedrà sottrarsi l’intero suo territorio, ed il feudo cadrà nelle mani della famiglia Orsini. Dall’inizio del XVII secolo Pacentro passerà prima al Capitano Antonio Domenico De Sanctis e poi alla famiglia Colonna. Con l’Unità d’Italia tutta la zona sarà fortemente colpita dal fenomeno del brigantaggio.

Ognuno di noi è anche una delle vittime del brigantaggio, internamente. Siamo una casa di molti parassiti che a volte sono buoni e talvolta cattivi. I cattivi devono essere lavati via, per rimanere sani e mentalmente sani. Qui ci sono più bonus che ti aiuteranno ad agire contro il tuo bandito.

Sorta sulle pendici del monte Morrone ed all’ingresso della Valle Peligna, e facente parte del Parco Nazionale della Majella, Pacentro è entrata a far parte, con pieno diritto, nel Club dei Borghi più belli d’Italia. Molti sono i monumenti ed i luoghi di interesse dell’antico borgo. Il più maestoso, fra tutti, è il castello Cantelmo o Castello Caldora. La sua costruzione si fa risalire tra l’XI ed il XIII secolo, ma l’unico dato certo è che è stato ristrutturato tra il XIV ed il XV secolo. Il castello Caldora è formato da tre torri quadrate circondate da un grande fossato e faceva parte, con i  castelli di Pettorano, Anversa, Bugnara, Introdacqua,  Popoli e Roccacasale , del complesso difensivo della Valle Peligna. Tra i monumenti religiosi  spiccano per importanza la Chiesa di Santa Maria Maggiore o della Misericordia, la Chiesa di San Marcello, dell’XI secolo, e il Convento francescano dei Minori Osservanti, del XVI secolo. Nel borgo si trovano anche degli splendidi palazzi signorili, come il seicentesco Palazzo Tonno, il Palazzo La Rocca, il Palazzo Avolio,  il Palazzo Massa e il Palazzo Granata. Assolutamente da menzionare è anche la grotta di Colle Nusca,  situata non lontano dal borgo, ricca di graffiti risalenti all’età della pietra.

Tra le tradizioni e le feste popolari dello splendido borgo di Pacentro bisogna segnalare la gara podistica in onore della Madonna di Loreto, chiamata “Corsa degli Zingari”. La suggestiva competizione si tiene a piedi nudi, e si svolge, da tempi molto lontani, ogni prima Domenica di Settembre.

Come arrivare a Pacentro

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada Adriatica A14, con direzione Bologna, se si proviene dal Sud, o Bari, se si proviene dal Nord. Giunti in Abruzzo, nei pressi di Pescara imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma. Uscire a Bussi/Popoli, seguire prima l’indicazione per L’Aquila sulla strada statale 17, per poi proseguire sulla strada provinciale 13 con direzione Sulmona. Seguire, poi, l’indicazione Pacentro

Da Pescara: imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma. Uscire a Bussi/Popoli, seguire prima l’indicazione per L’Aquila sulla strada statale 17, per poi proseguire sulla strada provinciale 13 con direzione Sulmona. Seguire, poi, l’indicazione Pacentro

 

Oratorio di San Pellegrino – Bominaco

Meraviglioso esempio di arte romanica, che con la chiesa di Santa Maria Assunta faceva parte dell’antico monastero di Mamenaco, l’Oratorio di San Pellegrino venne edificato intorno all’anno 1263 per opera dell’abate Teodino. La chiesa fu dedicata a San Pellegrino martire, monaco Cristiano che, intorno al IV secolo, venne dalla Siria in queste zone dove trovò la morte. L’oratorio nacque in luogo di un ancora più antico edificio venuto alla luce per volere di Carlo Magno o di Carlo il Calvo, come si evincerebbe da una scrittura incisa nell’interno dell’edificio.

L’esterno della chiesa si presenta come molto semplice ed armonioso, quasi grezzo, movimentato solo dalla presenza di due rosoni, il primo posto sulla sua facciata frontale ed il secondo su quella posteriore. In un secondo momento la parte anteriore è stata arricchita della presenza di un porticato.

L’interno è costituito da un piccolo ambiente unico coperto da volte a cielo di carrozza. Le pareti e le volte sono interamente coperte da magnifici affreschi risalenti al XIII secolo. I dipinti dell’Oratorio di San Pellegrino rappresentano la più grande testimonianza di pittura medioevale abruzzese. Raffigurano scene di storia sacra, quali, ad esempio, l’Annunciazione, l’infanzia di Cristo, la Passione ed il Giudizio Finale. In una raffigurazione viene ritratta anche la vita di San Pellegrino. Sono presenti anche una rappresentazione di San Francesco senza stimmate ed un’altra del Calendario Monastico, con i giorni del mese e le relative informazioni liturgiche, le fasi lunari, i segni zodiacali.

Molte persone credono nei loro zodiaci per una buona salute. Ma, diciamo con forza che uno stile di vita sano e buono ti darà una buona salute. Mantenersi attivi è il primo compito importante, camminare e camminare. Se ciò non è possibile, consulta questa pagina, dove puoi correggere i problemi cardio e rimanere attivo come prima.

L’Oratorio di San Pellegrino risulta generalmente chiuso. Tuttavia è possibile visitarlo chiamando il comune di Caporciano, allo 0862/93731, che provvederà a mandarvi i  custodi in brevissimo tempo.

Bominaco

Bominaco è un piccolo borgo medioevale, frazione del comune di Caporciano, situato in provincia de L’Aquila, Abruzzo. La sua posizione predominante rispetto alla piana di Navelli gli permetteva di monitorarne una vasta porzione di  territorio. Anticamente Bominaco fu parte integrante di un vasto complesso monastico costruito ad opera dei monaci benedettini. Non è semplice avere una ricostruzione storica del monastero poiché, nel tempo, sono andati perduti tutti i suoi più importanti documenti, compreso l’importantissimo Registrum Actorum et Scripturarum S. Mariae de Bominaco. In alcuni scritti del Chronicon Farfense risalenti all’XI secolo, i primi, disponibili, che danno testimonianza della sua esistenza, il borgo veniva chiamato con il nome di Mamenacus. Dagli stessi scritti si apprende che il complesso monastico appartenne all’abbazia di Farfa fino alla fine del l’XI secolo, allorquando, dopo la conquista normanna, passò in dono a Giovanni, vescovo di Valva. Questo passaggio di mano vide lungamente come oppositori gli stessi monaci benedettini, che si sottomisero definitivamente al vescovo di Valva soltanto nel 1342.  Dopo un periodo di annessione alla diocesi de L’Aquila, nel 1423 il borgo venne saccheggiato e duramente danneggiato da Braccio da Montone, durante la guerra tra Angioini ed Aragonesi.

Nonostante le molte dispute e le lotte che nel tempo si sono susseguite per il predominio su Bominaco,  fortunatamente alcuni dei suoi tesori sono riusciti ad arrivare fino ai nostri giorni. Tra tutti, vanno ricordati la Chiesa di Santa Maria Assunta, l’Oratorio San Pellegrino ed il suo castello, il castello di Bominaco.

Come raggiungere Bominaco

Dal Nord Italia: prendere l’autostrada A14 in direzione di Bari, arrivati in Abruzzo uscire al casello Teramo/Giulianova/Mosciano Sant’Angelo. Prendere, poi, l’autostrada A25 con direzione L’Aquila. Una volta uscito a L’Aquila est, imboccare la strada statale 17 (SS17) con direzione Pescara. Prendere lo svincolo per Caporciano sulla strada provinciale 40 (SP40). Seguire, poi, le indicazioni per la frazione di Bominaco

Dal Sud Italia: prendere l’autostrada A14 con direzione Bologna, arrivati in Abruzzo, presso Pescara, imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma. Uscire al casello Bussi/Popoli, seguire la direzione L’Aquila prendendo la strada statale 17 (SS17) fino alla svincolo per Caporciano sulla strada provinciale 40 (SP40). Seguire, poi, le indicazioni per la frazione di Bominaco

Da Pescara: imboccare l’autostrada A25 con direzione Roma. Uscire al casello Bussi/Popoli, seguire la direzione L’Aquila prendendo la strada statale 17 (SS17) fino alla svincolo per Caporciano sulla strada provinciale 40 (SP40). Seguire, poi, le indicazioni per la frazione di Bominaco

 

Notte Bianca a Vasto il 20 Luglio 2013

 

Sabato 20 Luglio 2013 è in programma la IV edizione della Notte Bianca a Vasto, in provincia di Chieti.

Dalla sera fino alle prime luci dell’alba, tutti i negozi e le botteghe rimarranno con le serrande alzate. I Musei ed i Girardini d’Avalos rimarranno aperti fino alle ore 2.00. L’ospite d’onore della serata sarà il comico Giobbe Covatta.

Inoltre per le vie del centro storico si potrà assistere a spettacoli con musica dal vivo e degustare piatti della cucina marinara locale.

Ci sono vari vantaggi per visitare un evento:

  1. la tua mente si rilassa. Si ottiene un diversivo migliore. Quando rimani da solo a casa, potresti sentirti annoiato e depresso.  Visitare un evento è diverso dalla visione di un film (o) che gioca un gioco.  Il tuo corpo e la tua mente vengono ricaricati dalla piacevole musica e dal cibo gustoso in un evento.
  2. si arriva a trascorrere il tempo di qualità con i propri cari, portarli a un evento. Si può anche pianificare di avere una gita di una data a tali eventi. Questi eventi sono così divertenti.  Si arriva a vedere un sacco di avvenimenti intorno a voi.  Leggi la recensione per saperne di più.
  3. ascoltando nuovi tipi di musica e godendo di nuove varietà di cibo ti dà un cambiamento. Stimola il funzionamento del cervello e dell’ormone. Questo rimuoverà le vostre nozioni preconcette.  Diventerai più aperto a provare nuove cose.
  4. camminando attraverso il luogo e esplorando le cose ti fanno bruciare calorie senza sforzo. Non ti senti mai stanco. Immagina quanto sia noioso lavorare in palestra.  In ogni caso, è possibile bruciare il grasso in eccesso guardando scene interessanti intorno.  Puoi diventare sano.
  5. puoi ampliare la tua conoscenza dell’arte. Si può arrivare a conoscere molti musicisti. Quando la tua professione/Hobby è legato alla musica si arriva a conoscere di più.
  6. si arriva a provare il cibo che non si può fare a casa.
  7. è possibile incontrare un sacco di persone. Puoi fare così tanti, amici.
  8. Ottieni offerte combinate quando visiti un luogo durante un evento. Torna ai dettagli dell’evento..

In caso di pioggia l’evento si terrà il 21 Luglio.

Più informazioni suNotte Bianca in AbruzzoEventi a VastoEventi nella Provincia di ChietiEventi in Abruzzo

Vasto è un comune di circa 40.000 abitanti, fondata in epoca preromana. Il centro è distante da Chieti 78 km, da Pescara 81 km , da Teramo 137 km, da L’Aquila 175 km.

 

Musellaro

Situato nei pressi del comune di Bolognano di cui è una frazione, in Abruzzo, nella provincia di Pescara, si trova lo splendido piccolo borgo medioevale di Musellaro.

Molte sono le teorie sull’etimologia del suo nome. Secondo alcuni studiosi il nome Musellaro potrebbe essere derivato da mosa, luogo paludoso; secondo altri dal nome latino mausoleum; secondo la versione degli abitanti del borgo, che forse risulta essere quella più vicina alla realtà, il nome significherebbe “Casa delle Muse” perché in quei luoghi sarebbe anticamente sorto un tempio consacrato agli dei.

L’antico paese vede la sua storia indissolubilmente collegata a quella di Bolognano, essendo i due paesi distanti meno di 3 kilometri l’uno dall’altro. Di origine preromana, con rinvenimento di reperti archeologici che testimoniano la presenza dell’uomo fin dal paleolitico, anche Musellaro presentava insediamenti della popolazione italica dei Marrucini. Fu proprio in Musellaro, con il nome di Oppidum Lucus, che si insediò il primo centro romano dell’area. Affascinanti sono i ruderi dell’antico castello e del ponte di Luco, unico passaggio sul fiume Orta a quel tempo.

Dalla raccolta di cronache medioevali del Chronicon Casauriense, che evidenzia l’influenza sul territorio dell’abbazia di San Clemente a Casauria, apprendiamo che Musellaro esisteva anche prima della nascita dell’antico potente monastero. Da otto documenti dell’antico testo dell’anno 872, infatti, denominati le “Cartule di Mosellule”, siamo venuti a conoscenza della compravendita di due terreni, compresi la cosiddetta Villa Ostege e la Chiesa di San Andrea, che facevano già parte di un primo nucleo abitativo di Musellaro. Anche due iscrizioni su pietra, situate una su una colonna della chiesa di Santa Maria del Balzo e l’altra sulle mura del Palazzo Tabassi, testimoniano le sue antiche origini romane

Da una bolla del 1274 di Papa Gregorio X, siamo venuti invece a conoscenza dell’esistenza a Musellaro di un convento benedettino dal nome di San Cleti de Musellaro

Nella parte vecchia di Musellaro si erge l’antico borgo fortificato di case-mura costruite intorno al palazzo baronale, detto castello di Musellaro. Questo è articolato in tre corpi. Il primo è il palazzo Tabassi, così denominato perché eretto da una famiglia originaria di Sulmona che dominava il territorio, costituito da un seminterrato con portali in pietra e da tre piani superiori, con balconcini con ringhiere in ferro e cornici in pietra. Sulla facciata presenta una meridiana decorata da piastrelle in maiolica dipinta. Nell’interno è conservato un dipinto ligneo della Madonna con Bambino. Il corpo centrale del complesso, che si affaccia su piazza Crocifisso, presenta sei ingressi, e su uno di questi vi è una archibugiera, ossia una piccola apertura nelle mura attraverso la quale si poteva sparare ai nemici.

In realtà; i nostri nemici sono dentro di noi, ciò che ci rende immutabili. Il fattore età, lo stress e molti altri sono nemici di una buona salute. Se vuoi tenere a bada questi nemici, clicca qui. Questa è una soluzione a tutti i tuoi dolori articolari causati da invecchiamento, stress e lesioni.

Nella stessa piazza si nota una scala attraverso la quale si accede ad un loggiato che presenta un portale in stile rinascimentale, con mensole ricurve ed angeli che reggono uno stemma, che rappresenta l’ingresso della chiesa di Santa Maria del Balzo.

Sotto la chiesa si trova la suggestiva cappella del Crocifisso, anche denominata Santuario del Santissimo Crocifisso miracoloso per la presenza di un Crocifisso che si crede abbia dei poteri miracolosi.

Il nome della chiesa di Santa Maria del Balzo deriverebbe da un’antica leggenda che si confonde con episodi di vita reale. Verso il XIII secolo il conte Del Balzo, un crociato di ritorno dalla Terra Santa, avrebbe donato a Tiburzio Tuzio, barone di Musellaro, un crocifisso ed un dipinto su tela della Madonna che avrebbe scovati in un fosso perché gettati da mussulmani dopo la profanazione di alcuni luoghi sacri.

Nel tempo da questi due reperti si sarebbero verificati degli eventi così straordinari e miracolosi, come il sanguinamento del crocifisso, che attirarono e tuttora attirano le attenzioni di numerosi credenti e pellegrini. In conseguenza di ciò tutti gli anni, nei giorni 18, 19 e 20 Settembre, nel paese si tiene la tradizionale festa del crocifisso miracoloso.

Il borgo di Musellaro fino all’anno 1928 costituiva un comune a se stante, ma da quella data è stato accorpato al comune di Bolognano, di cui oggi è una frazione.

Tra i luoghi di interesse ed i monumenti da visitare nell’antico borgo vanno menzionati: la Chiesa di Santa Maria del Balzo, della quale non è dato sapere l’anno di fondazione; la Cappella del Crocifisso; il Palazzo Tabassi; i ruderi dell’antico castello e del Ponte di Luco.

Molta suggestiva è anche la parte abbandonata del borgo che presenza affascinati ruderi e indimenticabili scorci. Per visitare questa area occorre però munirsi di jeans o pantaloni lunghi, vista l’alta presenza di vegetazione incolta e di ortiche.

Anche Musellaro, come Bolognano, è circondata da un incredibile scenario naturale. Dal suo centro abitato è possibile effettuare escursioni presso la selvaggia ed imponente Valle dell’Orta, dove, tra le altre cose, è possibile visitare l’incantevole area rappresentata dalle Rapide di Santa Lucia.

Come arrivare a Musellaro

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada Adriatica A 14 e, una volta giunti in Abruzzo, nei pressi di Pescara imboccare l’autostrada A 25 in direzione di Roma. Dopo essere usciti al casello Torre De’ Passeri/Casauria, svoltare sulla strada provinciale 56 (SP 56) in direzione di Tocco da Casauria-Salle, proseguendo sulla Tiburtina (SS  5) fino a prendere la strada provinciale 66 (SP 66) che conduce a Bolognano. Arrivati nell’antico borgo seguire le indicazioni per la vicina Musellaro

Da Pescara: prendere l’autostrada A 25 in direzione di Roma ed uscire al casello Torre De’ Passeri/Casauria. Da lì, svoltare sulla strada provinciale 56 (SP 56) in direzione di Tocco da Casauria-Salle, proseguendo sulla Tiburtina (SS  5) fino a prendere la strada provinciale 66 (SP 66) che conduce a Bolognano. Arrivati nell’antico borgo seguire le indicazioni per la vicina Musellaro

 

 

Mare in Abruzzo: la costa di San Vito Chietino

 San Vito Chietino è un comune della provincia di Chieti, in Abruzzo, definito da D’Annunzio come “il paese delle ginestre”, collocato su un collina rocciosa che arriva fino al mare, da dove si può godere di splendide vedute del mare Adriatico e delle catene montuose della Majella e del Gran Sasso

Il territorio costiero del borgo è parte della Costa dei Trabocchi, suggestivo tratto di mare della provincia di Chieti dove si trovano svariate antiche strutture dal nome di trabocchi. I Trabocchisono affascinanti macchine da pesca costruite su palafitte, di cui si ignorano i primi insediamenti. Si hanno informazioni su di esse già nel XV secolo, quando vennero nominate dal frate celestino Stefano Tiraboschi.

Il mare di San Vito Chietino era frequentato già in epoca romana, quando già risultava l’esistenza di un porto frentano presso il torrente  Feltrino, utilizzato, poi, dai romani soprattutto per collegare porti situati dall’altro lato dell’Adriatico.

La parte litoranea è costituita per la maggior parte di ripide calette e di scogli, con presenza di spiagge di sabbia fine e ghiaiose.

Spicca per bellezza e per il colore delle sue acque Cala Turchina, lungo corridoio della larghezza di circa 10 metri, costituito di ciottoli, chiamata così proprio per il meraviglioso colore turchese delle acque del mare.

Altra spiaggia particolarmente affascinante è quella del Promontorio Dannunziano, così denominata perché questo rappresentava uno dei posti preferiti da Gabriele D’Annunzio.

Tra le altre spiagge vanno annoverate: Cala Cintioni, spiaggia ghiaiosa situata a nord del molo di San Vito Chietino; spiaggia del Molo Sud, con lungo arenile sabbioso dotato di passerelle per disabili, per i suoi bassi fondali adatta soprattutto ai bambini; il Maruccio, con una stretta spiaggia ghiaiosa, caratterizzato dalla presenza di scogli proprio davanti alla battigia; Rocco Mancini, con spiaggia a tratti sabbiosa e ciottolosa, dotata di alcuni  servizi come i servizi doccia; il Lupone, caratterizzata dalla presenza di ciottoli e di scogli; degli Annecchini, suggestiva spiaggia ghiaiosa, resa ancora più affascinante dalla presenza di un trabocco.

Gran parte delle coste del comune di San Vito Chietino hanno avuto il riconoscimento di Bandiera Blu d’Europa, premio conferito dalla Foundation for Environmental Education, FEE, alle località balneari che rispettano certi parametri di qualità inerenti la pulizia delle acque di balneazione ed il servizio offerto, come la pulizia delle spiagge, e molti altri.

Essere parte di tali eventi è un vero servizio alla natura, ma non molti di noi hanno la fortuna di prenderne parte; poiché ha bisogno di molta energia e di un grande corpo fisico. Se sei interessato all’evento, ma soffri di dolori comuni, non preoccuparti, salta su questo sito e rimani in salute.

Molto suggestiva è la manifestazione che si tiene ogni anno sui mari della costa sanvitese, l’ultimo week end del mese di Luglio, una processione di barche in onore della Madonna del Porto.

Come arrivare al Mare del territorio di San Vito Chietino

Dal Nord e dal Sud Italia: prendere l’autostrada Adriatica A 14 e, una volta giunti in Abruzzo, uscire a Lanciano seguendo sempre le indicazioni per San Vito Chietino

Da Pescara: prendere l’autostrada Adriatica A 14 ed uscire a Lanciano, seguendo sempre le indicazioni per San Vito Chietino. Oppure fare tutto il litorale adriatico, passando per Francavilla ed Ortona, fino a raggiungere le coste di San Vito Chietino

 

 

Maratonina dei Tre Comuni a Roccaraso il 27 Luglio 2013

Sabato 27 Luglio 2013 prenderà il via l’8a edizione della maratonina dei Tre Comuni con partenza da Roccaraso, in provincia deL’Aquila.

Il raduno è previsto alle ore 15.00 presso il centro storico di Roccaraso. La partenza dei giovani avverrà alle 16.30, mentre gli adulti partiranno alle ore 17.30.

La gara podistica di 14 km attraverserà i comuni di Roccaraso, Rivisondoli e Pescocostanzo. La corsa, organizzata dalla Podistica 2000 Alto Sangro, sarà suddivisa in varie categorie, quali:

  • – Gara competitiva 14 km uomini M16, M23, M30, M35, M40, M45, M50, M55, M60, M65, M70, M75;
  • – Gara competitiva 14 km donne F16, F23, F30, F35, F40, F45, F50, F55, F60, F65 ed oltre;
  • – Giovani non competitiva 7 km M/F 0-5 anni, 6-9 anni, 10-11 anni, 12-13 anni, 14-15 anni;
  • – Passeggiata non competitiva 7 km;

L’iscrizione è di 3 euro per i giovani dai 6 ai 15 anni, 8 euro per le iscrizioni sul posto, 6 euro per gli iscritti entro il 26 Luglio.

Tantissimi saranno i premi: alle prime 10 società con 20 atleti classificati, ai primi 10 uomini classificati, alle prime 7 donne classificate, al 101esimo classificato, ed infine un estrazione premio presso una struttura alberghiera di Roccaraso.

Marathon Race è il più veloce in via di sviluppo che ha nuove e ultime competizioni che scaturisce ovunque in tutto il mondo. Nel caso in cui si sta andando avanti e indietro per quanto riguarda se si dovrebbe andare su una gara a lunga distanza, qui ci sono alcune motivazioni per tentare di andare per tali razze.

Poiché alcuni velocisti possono competere in lunghezze brevi con una preparazione praticamente inferiore, la maggioranza si incontrerà e richiederà un periodo intenso tentando di superare una gara a lunga distanza senza formazione. Quindi, visitare il sito Web e programmare una gara a lunga distanza può tenervi risvegliata per aderire al vostro piano di preparazione. A volte, poiché mancano i livelli di motivazione, è possibile prendere in considerazione il backup dalla gara o pianificare il tentativo di esecuzione senza formazione. Ma rimanere in pista con attenzione è essenziale.

Per info e iscrizioni: Tel. 327 2886488, Fax 0863441725

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Roccaraso è un comune di circa 1.700 abitanti che sorge a 1.236 metri sul livello del mare. Il centro storico dista 95 km da Chieti, 101 km da L’Aquila, 107 km da Pescara, 141 km da Napoli, 161 km da Teramo, 184 km da Roma.